L'avaro non è buono nei confronti di nessuno, pessimo nei confronti di sé stesso.- Publilio Siro
L'avaro non è buono nei confronti di nessuno, pessimo nei confronti di sé stesso.
L'uomo e la sorte la pensano sempre in modo diverso.
È frode accettare ciò che non si può pagare.
Nella povertà si confida nel favore della fortuna.
Quando viene assolto un colpevole, è condannato il giudice.
Comportati con il tuo amico come se un giorno potesse diventarti nemico.
Se denaro è simbolo di escrementi, l'avarizia non è che una forma di coprofagia.
Un avaro non può mai essere virtuoso.
L'avarizia ci toglie il piacere di spendere, ma ci dà quello di non aver speso.
Il bene perduto rende l'uomo avaro.
Quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all'anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: 'Roba mia, vientene con me!'.
Se vuoi eliminare l'avarizia, devi eliminare sua madre: la prodigalità.
Bisogna fuggire l'avarizia perché è un difetto molto brutto e cattivo, ma bisogna amare l'economia che è buona virtù e sorella della prudenza; essa è un grande aiuto alla carità.
L'avaro è senz'altro un pazzo: che senso ha, infatti, vivere da povero per morire da ricco?
Sa perché dicono che sono avaro? Perché i soldi non li sbatto in faccia alla gente, come fanno certi miei colleghi.
L'avarizia impedirà a un uomo di finire in miseria, ma in genere lo rende troppo pauroso per consentirgli di diventare ricco.