L'avarizia comincia dove finisce la povertà.- Honoré de Balzac
L'avarizia comincia dove finisce la povertà.
Ogni donna la sua fortuna ce l'ha fra le gambe.
Una società di atei inventerebbe subito una religione.
La sola vittoria contro l'amore è la fuga.
Quando si è in cammino sotto un sole cocente, non ci si ferma neppure per cogliere il più splendido fiore.
La malattia del nostro tempo è la superiorità. Ci sono più santi che nicchie.
L'avarizia accumula ricchezze che usa per il tornaconto personale, non nell'interesse collettivo.
Se i cristiani credessero effettivamente a Cristo farebbero il più delle volte il contrario di ciò che fanno e sarebbero l'opposto di quel che sono in quasi tutte le ore della vita cioè superbi, avidi, avari, vendicativi, violenti, carnali e bestiali.
Sono avaro e per non farmene accorgere mi sto rovinando. Ogni volta che vado a pranzo con degli amici voglio essere sempre io quello che paga per tutti.
L'avaro spende lo stretto necessario: il prodigo, tutto il superfluo.
L'avarizia è l'unico vizio che, negli occhi dei posteri, si trasforma in virtù.
L'avarizia è un vizio che può trarre in inganno perché all'inizio assume l'aspetto di una virtù.
Il taccagno è un avaro che recita male la propria parte.
Il parsimonioso è il più ricco degli uomini, l'avaro il più povero.
Era avarissimo: quando dava la mano porgeva solo due dita.
L'avarizia è sempre in punto di morte, tutte le cose per essa si trasformano nel fuscello a cui si attacca nell'angoscia dell'agonia. L'avarizia vede dappertutto il fondo della cassetta, per essa il mondo è logoro fin dall'inizio. È sempre al verde.