L'avarizia comincia dove finisce la povertà.- Honoré de Balzac
L'avarizia comincia dove finisce la povertà.
L'amore che si basa sul denaro e sulla vanità genera la più ostinata delle passioni.
Quel che rende indissolubile le amicizie e ne raddoppia l'incanto è un sentimento che manca all'amore: la sicurezza.
A Parigi la generosità è il più delle volte niente altro che una speculazione; come l'ingratitudine è quasi sempre una vendetta!... Con una parente povera si tratta come con i cani ai quali si dànno le ossa.
Ogni notte esige il proprio menù.
Che cos'è l'arte, signore? È la natura concentrata.
Elogio la frugalità. Quella scelta che non è né povertà né avarizia.
È certamente stolto pretendere da altri ciò che nessuno può ottenere da se stesso, di essere attento, appunto, più agli altri che a sé, di non essere avaro, né invidioso, né ambizioso ecc., soprattutto per chi sia ogni giorno esposto alle fortissime spinte di tutte le passioni.
La barba la portano gli avari per non comprare la cravatta.
L'avarizia è sempre in punto di morte, tutte le cose per essa si trasformano nel fuscello a cui si attacca nell'angoscia dell'agonia. L'avarizia vede dappertutto il fondo della cassetta, per essa il mondo è logoro fin dall'inizio. È sempre al verde.
Non importa quanto tardo, avaro o saggio sia un uomo. Egli sa che la felicità è indisputabilmente giusta.
Vissero infelici perché costava meno.
L'avaro non è buono nei confronti di nessuno, pessimo nei confronti di sé stesso.
L'avarizia in età avanzata è insensata: cosa c'è di più assurdo che accumulare provviste per il viaggio quando siamo prossimi alla meta?
La disdetta dell'avaro è che non riesce a infilarsi nella fessura del salvadanaio.