L'avarizia comincia dove finisce la povertà.- Honoré de Balzac
L'avarizia comincia dove finisce la povertà.
È un segno di mediocrità essere incapaci d'entusiasmo.
Una donna conosce la faccia dell'uomo che ama come un marinaio conosce il mare aperto.
La sola vittoria contro l'amore è la fuga.
L'abbigliamento è, al tempo stesso, una scienza, un'arte, un'abitudine, un sentimento.
È il successo che fa il grande uomo.
L'avarizia è un vizio che può trarre in inganno perché all'inizio assume l'aspetto di una virtù.
Un avaro non può mai essere virtuoso.
L'avaro ha una somma pazzia, che sempre stenta per non stentare, e la vita a lui fugge sotto speranza di godere i beni con somma fatica acquistati.
Io non sono avaro, solo pidocchioso. A Napoli si chiamano pidocchiosi tutti quelli che soffrono nello spendere cifre alquanto modeste. Magari sopra i cinquemila euro non ci fanno caso, ma sotto i cinquanta euro soffrono come bestie.
L'avarizia ci toglie il piacere di spendere, ma ci dà quello di non aver speso.
È certamente stolto pretendere da altri ciò che nessuno può ottenere da se stesso, di essere attento, appunto, più agli altri che a sé, di non essere avaro, né invidioso, né ambizioso ecc., soprattutto per chi sia ogni giorno esposto alle fortissime spinte di tutte le passioni.
L'avaro è senz'altro un pazzo: che senso ha, infatti, vivere da povero per morire da ricco?
L'avarizia. È così sciocca che non sa neppure contare.
L'avarizia com'è noto ha una fame da lupo e quanto più s'ingrassa tanto più si fa insaziabile.
Avaro. Smodatamente desideroso di conservare ciò che altre brave persone vorrebbero tanto ottenere.