Chi è ricco? Chi nulla desidera. Chi è povero? L'avaro.- Biante
Chi è ricco? Chi nulla desidera. Chi è povero? L'avaro.
Il più disgraziato degli uomini è colui che non sa sopportar la disgrazia.
Non lodare un indegno solo per la sua ricchezza.
Guardati allo specchio: se ti appari bello, devi anche fare belle cose; se ti appari brutto, devi colmare la mancanza della natura con il tuo nobile agire.
Bisogna amare gli amici come se un giorno si dovessero odiare.
Apprestati lentamente al lavoro, ma ciò che cominci, portalo a termine.
L'avarizia degli uomini è tanto grande che ciascuno s'ingegna quanto può di prender molto dagli altri e di render poco.
L'avaro non è buono nei confronti di nessuno, pessimo nei confronti di sé stesso.
C'è solo un modo di buttare via il proprio denaro: non spenderlo.
Se denaro è simbolo di escrementi, l'avarizia non è che una forma di coprofagia.
L'avarizia accumula ricchezze che usa per il tornaconto personale, non nell'interesse collettivo.
Il verbo «dare» gli è tanto in odio che non dice mai «Ti dò il buon giorno», ma «... te lo impresto».
L'avaro ha altrettanto bisogno di ciò che possiede che di quello che non possiede.
Se vuoi eliminare l'avarizia, devi eliminare sua madre: la prodigalità.
Il prodigo è arrogante, l'avaro è meschino. La meschinità è meglio dell'arroganza.
L'avarizia delle persone, delle famiglie e delle nazioni può contagiare i meno abbienti come i più ricchi, e suscitare negli uni e negli altri un materialismo che soffoca lo spirito.