Chi è ricco? Chi nulla desidera. Chi è povero? L'avaro.- Biante
Chi è ricco? Chi nulla desidera. Chi è povero? L'avaro.
Bisogna amare gli amici come se un giorno si dovessero odiare.
Ottieni con la persuasione, non con la violenza.
Chi è casta? Colei, di cui le voci si guardano dal calunniare.
Cos'è proprio del sapiente? quando può nuocere, non volerlo.
Apprestati lentamente al lavoro, ma ciò che cominci, portalo a termine.
All'avaro manca tanto quello che ha quanto quello che non ha.
Perfino le persone prodighe diventano, con un avaro, oculate, attente improvvisamente alla ripartizione delle spese.
Era avarissimo: quando dava la mano porgeva solo due dita.
Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia.
L'avarizia nasce dalla convinzione che certe cose ci sono necessarie mentre probabilmente non lo sono, e dal timore che ci venga tolto ciò da cui dipende il nostro sostentamento.
Il prodigo è arrogante, l'avaro è meschino. La meschinità è meglio dell'arroganza.
Gli avari sono dei contemporanei antipatici, ma dei graditissimi antenati.
È certamente stolto pretendere da altri ciò che nessuno può ottenere da se stesso, di essere attento, appunto, più agli altri che a sé, di non essere avaro, né invidioso, né ambizioso ecc., soprattutto per chi sia ogni giorno esposto alle fortissime spinte di tutte le passioni.
La ricerca esclusiva dell'avere diventa un ostacolo alla crescita dell'essere e si oppone alla sua vera grandezza: per le nazioni come per le persone, l'avarizia è la forma più evidente del sottosviluppo morale.