L'avarizia accumula ricchezze che usa per il tornaconto personale, non nell'interesse collettivo.- Cesare Marchi
L'avarizia accumula ricchezze che usa per il tornaconto personale, non nell'interesse collettivo.
Le famiglie delle parole assomigliano a quelle degli uomini. Alcune hanno origini illustri, altre hanno perduto il capostipite nella nebbia dei tempi, e c'è sempre la pecora nera che si guasta con le cattive compagnie.
I peccati esigono calorie, la gola gliele fornisce.
L'unità d'Italia, sognata dai padri del risorgimento, oggi si chiama pastasciutta; per essa non si è versato sangue, ma molta pummarola.
I giapponesi dicono che siamo una nazione di stupidi, il «Figaro Magazine» che siamo dei casanova. Non hanno capito niente. Noi siamo la nazione del ma.
Che cos'è l'avarizia? È un continuo vivere in miseria per paura della miseria.
C'è solo un modo di buttare via il proprio denaro: non spenderlo.
L'avarizia è la forma più sensuale di castità.
La disdetta dell'avaro è che non riesce a infilarsi nella fessura del salvadanaio.
L'avaro ha altrettanto bisogno di ciò che possiede che di quello che non possiede.
Era avarissimo: quando dava la mano porgeva solo due dita.
La città è travagliata da questi due vizi: l'avarizia e la lussuria; e queste pesti hanno rovinato tutte le grandi cose dell'impero.
Il parsimonioso è il più ricco degli uomini, l'avaro il più povero.
Se i cristiani credessero effettivamente a Cristo farebbero il più delle volte il contrario di ciò che fanno e sarebbero l'opposto di quel che sono in quasi tutte le ore della vita cioè superbi, avidi, avari, vendicativi, violenti, carnali e bestiali.
Non importa quanto tardo, avaro o saggio sia un uomo. Egli sa che la felicità è indisputabilmente giusta.