I peccati esigono calorie, la gola gliele fornisce.- Cesare Marchi
I peccati esigono calorie, la gola gliele fornisce.
La pubblicità è vecchia come il mondo. Infatti, come tutti sanno, cominciò il serpente a decantare a Eva le virtù della sua frutta.
L'avarizia accumula ricchezze che usa per il tornaconto personale, non nell'interesse collettivo.
A chi l'usa senza conoscerne l'origine, una parola può scoppiare in mano, come una rivoltella maneggiata da un bambino.
Assieme alla lussuria, la gola è il vizio più confessabile. Nessuno si vanterà pubblicamente di essere invidioso, avaro, tracotante, iracondo, negligente. Ma nessuno si vergognerà di dire che va matto per le profiteroles.
Non vi è nulla di più interessante che raccontare i propri peccati ad un uomo onesto o a una donna buona. Ciò è intellettualmente affascinante. Una delle grandi gioie che ci procura un passato immorale è quella di avere tante cose da narrare ai buoni.
A pentirsi c'è sempre tempo, a peccare no!
Ciò che viene denominato peccato è invece un elemento essenziale del progresso. Senza di esso il mondo ristagnerebbe, invecchierebbe, diventerebbe insipido.
I fisici hanno conosciuto il peccato e questa è una conoscenza che non potranno perdere.
Peccato, diceva un italiano, che non sia un peccato bere l'acqua. Come sembrerebbe buona!
E se fossimo solo il Suo peccato originale, l'infrazione, la mela che non doveva mangiare?
Il "mondo del peccato" nella nostra vita pubblica si identifica in una grigia, desolante litania di fondi neri, aste truccate, tasse evase, favori illeciti, interessi privati in atti d'ufficio, radiospie, servizi segreti: sempre soldi o potere, che malinconia.
C'è una grande differenza tra il non volere e il non saper peccare.
I nostri peccati sono fabbricati in cielo per creare il nostro inferno, di cui evidentemente abbiamo bisogno.