Il prodigo è arrogante, l'avaro è meschino. La meschinità è meglio dell'arroganza.- Confucio
Il prodigo è arrogante, l'avaro è meschino. La meschinità è meglio dell'arroganza.
Chi è saggio non parla mai di ciò che non può tramutare in azione.
La sapienza procura a chi la coltiva il godimento dei veri beni; essa sola dovrebb'essere lo scopo de' nostri voti, ma le passioni la contrariano, i vìzi la maltrattano, e tutti gli aditi le sono chiusi.
Non fare del bene se non hai la forza di sopportare l'ingratitudine.
L'ignoranza è la notte della mente, ma una notte senza luna né stelle.
Colui che non prevede le cose lontane, si espone a infelicità ravvicinate.
Gli uomini odiano coloro che chiamano avari solo perché non ne possono cavar nulla.
L'avaro non è buono nei confronti di nessuno, pessimo nei confronti di sé stesso.
Si diceva della vecchia Sarah, duchessa di Marlborough, che non mettesse mai i puntini sulle "i", per risparmiare inchiostro.
L'avarizia ci toglie il piacere di spendere, ma ci dà quello di non aver speso.
Bisogna fuggire l'avarizia perché è un difetto molto brutto e cattivo, ma bisogna amare l'economia che è buona virtù e sorella della prudenza; essa è un grande aiuto alla carità.
L'avarizia in età avanzata è insensata: cosa c'è di più assurdo che accumulare provviste per il viaggio quando siamo prossimi alla meta?
Gli avari sono dei contemporanei antipatici, ma dei graditissimi antenati.
L'avarizia è l'unico vizio che, negli occhi dei posteri, si trasforma in virtù.
Il verbo «dare» gli è tanto in odio che non dice mai «Ti dò il buon giorno», ma «... te lo impresto».
Non c'è avaro che non si riproponga di fare, un giorno, una spesa ingente; ma arriva la morte e fa realizzare i suoi progetti all'erede.