Il prodigo è arrogante, l'avaro è meschino. La meschinità è meglio dell'arroganza.- Confucio
Il prodigo è arrogante, l'avaro è meschino. La meschinità è meglio dell'arroganza.
L'uomo saggio non si rattrista per gli uomini che non conoscono, si rattrista di non conoscere gli uomini.
Allontanarsi dal mondo, restare sconosciuti e non avere rimpianti: a questo può arrivare solo l'uomo superiore.
La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci sempre dopo una caduta.
Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo.
Guardare ai piccoli vantaggi impedisce alle grandi opere di venire realizzate.
Tra l'avarizia e la prodigalità sta l'economia, ed è questa una virtù che l'uomo onesto deve praticare.
E gioverravi ricordarvi che l'avarizia fu sempre inimica della virtù. Raro potrà acquistare nome animo alcuno che sia dato al guadagno.
La disdetta dell'avaro è che non riesce a infilarsi nella fessura del salvadanaio.
Io non sono avaro, solo pidocchioso. A Napoli si chiamano pidocchiosi tutti quelli che soffrono nello spendere cifre alquanto modeste. Magari sopra i cinquemila euro non ci fanno caso, ma sotto i cinquanta euro soffrono come bestie.
Il generoso sta al prodigo come il parsimonioso all'avaro.
Si diceva della vecchia Sarah, duchessa di Marlborough, che non mettesse mai i puntini sulle "i", per risparmiare inchiostro.
C'è solo un modo di buttare via il proprio denaro: non spenderlo.
L'avaro prova insieme tutte le preoccupazioni del ricco e tutti i tormenti del povero.
L'avaro e il dissipatore hanno un solo e medesimo difetto. Entrambi non sanno far uso del denaro e per entrambi esso è motivo di infamia. Perciò con ragione entrambi ricevono uguale castigo, perché ugualmente non sono degni di possedere.
L'avaro spende più da morto in un sol giorno di quanto facesse da vivo in dieci anni; e il suo erede spende più in dieci mesi di quanto non abbia saputo fare lui durante tutta la vita.