Gli avari sono dei contemporanei antipatici, ma dei graditissimi antenati.- Victor de Kowa
Gli avari sono dei contemporanei antipatici, ma dei graditissimi antenati.
Il taccagno è un avaro che recita male la propria parte.
L'avaro e il dissipatore hanno un solo e medesimo difetto. Entrambi non sanno far uso del denaro e per entrambi esso è motivo di infamia. Perciò con ragione entrambi ricevono uguale castigo, perché ugualmente non sono degni di possedere.
Piangiamo sulla povertà, ma non inteneriamoci per l'avarizia nemmeno se è l'avarizia di un povero.
Che cos'è l'avarizia? È un continuo vivere in miseria per paura della miseria.
Se denaro è simbolo di escrementi, l'avarizia non è che una forma di coprofagia.
L'avarizia, com'è noto, ha una fame da lupo, e quanto più s'ingrassa, tanto più si fa insaziabile.
L'avaro prova insieme tutte le preoccupazioni del ricco e tutti i tormenti del povero.
Non si trova nessuno che voglia dividere il suo denaro: ma a quanti ciascuno distribuisce la sua vita! Sono stretti nel tenere la borsa; appena si tratta di perdere tempo, sono larghissimi in quella sola cosa in cui è virtù l'avarizia.
Uno dei primi effetti della bellezza femminile su di un uomo è quello di levargli l'avarizia.
L'avarizia è un vizio che può trarre in inganno perché all'inizio assume l'aspetto di una virtù.