Piangiamo sulla povertà, ma non inteneriamoci per l'avarizia nemmeno se è l'avarizia di un povero.- Jules Renard
Piangiamo sulla povertà, ma non inteneriamoci per l'avarizia nemmeno se è l'avarizia di un povero.
Il più grand'uomo è solamente un fanciullo che la vita ha ingannato.
La bontà è qualche cosa che non si assimila. Il frutto è buono, ma il nocciolo è amaro.
Non essere mai soddisfatti: l'arte è tutta qui.
Quando non si ha più nulla su cui contare, bisogna contare su tutto.
Non tutti i bambini hanno la fortuna di essere orfani.
L'avaro ha altrettanto bisogno di ciò che possiede che di quello che non possiede.
Non c'è avaro che non si riproponga di fare, un giorno, una spesa ingente; ma arriva la morte e fa realizzare i suoi progetti all'erede.
L'avarizia è sempre in punto di morte, tutte le cose per essa si trasformano nel fuscello a cui si attacca nell'angoscia dell'agonia. L'avarizia vede dappertutto il fondo della cassetta, per essa il mondo è logoro fin dall'inizio. È sempre al verde.
Vissero infelici perché costava meno.
Gli uomini odiano coloro che chiamano avari solo perché non ne possono cavar nulla.
L'avarizia, com'è noto, ha una fame da lupo, e quanto più s'ingrassa, tanto più si fa insaziabile.
L'avarizia in età avanzata è insensata: cosa c'è di più assurdo che accumulare provviste per il viaggio quando siamo prossimi alla meta?
L'avaro prova insieme tutte le preoccupazioni del ricco e tutti i tormenti del povero.
L'avaro spende più da morto in un sol giorno di quanto facesse da vivo in dieci anni; e il suo erede spende più in dieci mesi di quanto non abbia saputo fare lui durante tutta la vita.
Allo Stato il denaro è necessario come i nervi che lo sostengono, e quando vi siano numerosi gli avari, essi devono esser considerati come la base e il fondamento di quello.