Piangiamo sulla povertà, ma non inteneriamoci per l'avarizia nemmeno se è l'avarizia di un povero.- Jules Renard
Piangiamo sulla povertà, ma non inteneriamoci per l'avarizia nemmeno se è l'avarizia di un povero.
Fa' come se fossi a casa tua, ma non dimenticare che qui io sono a casa mia.
Lo stile è l'oblio di tutti gli stili.
Siamo sulla Terra per ridere. Non potremo più farlo in purgatorio o all'inferno. E in paradiso sarebbe sconveniente.
La morte degli altri ci aiuta a vivere.
Scrivere è un modo di parlare senza essere interrotto.
C'è solo un modo di buttare via il proprio denaro: non spenderlo.
Se vuoi eliminare l'avarizia, devi eliminare sua madre: la prodigalità.
Non si trova nessuno che voglia dividere il suo denaro: ma a quanti ciascuno distribuisce la sua vita! Sono stretti nel tenere la borsa; appena si tratta di perdere tempo, sono larghissimi in quella sola cosa in cui è virtù l'avarizia.
Il più grande piacere per un avaro è la rinuncia a un piacere.
L'avarizia, com'è noto, ha una fame da lupo, e quanto più s'ingrassa, tanto più si fa insaziabile.
Essere avaro vuol dire rubare agli altri, scialacquare vuol dire rubare a sé ed agli altri.
Il verbo «dare» gli è tanto in odio che non dice mai «Ti dò il buon giorno», ma «... te lo impresto».
L'avaro ha una somma pazzia, che sempre stenta per non stentare, e la vita a lui fugge sotto speranza di godere i beni con somma fatica acquistati.
L'avarizia è un vizio che può trarre in inganno perché all'inizio assume l'aspetto di una virtù.
Uno dei primi effetti della bellezza femminile su di un uomo è quello di levargli l'avarizia.