Il bene perduto rende l'uomo avaro.- Alfred de Musset
Il bene perduto rende l'uomo avaro.
Solo le cose belle sono certe, nulla è certo senza la bellezza.
Tra un "quasi sì" e un "sì" c'è tutto un mondo.
Se la tua amante è sincera e fedele, amala per questo; ma se non lo è, ed è giovane e bella, amala perché è giovane e bella; e se è piacevole e spiritosa, amala ancora; e se non è niente di tutto questo, ma semplicemente ti ama, amala ancora. Non si è amati tutte le sere.
Attento al disgusto; è un altro male incurabile; un morto vale più di un vivo disgustato di vivere.
L'amore vive d'inazione e muore di sazietà.
All'avaro manca tanto quello che ha quanto quello che non ha.
L'avarizia in età avanzata è insensata: cosa c'è di più assurdo che accumulare provviste per il viaggio quando siamo prossimi alla meta?
Sa perché dicono che sono avaro? Perché i soldi non li sbatto in faccia alla gente, come fanno certi miei colleghi.
Quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all'anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: 'Roba mia, vientene con me!'.
Io non sono avaro, solo pidocchioso. A Napoli si chiamano pidocchiosi tutti quelli che soffrono nello spendere cifre alquanto modeste. Magari sopra i cinquemila euro non ci fanno caso, ma sotto i cinquanta euro soffrono come bestie.
Chi è ricco? Chi nulla desidera. Chi è povero? L'avaro.
La barba la portano gli avari per non comprare la cravatta.
Il taccagno è un avaro che recita male la propria parte.
L'avarizia è un vizio che può trarre in inganno perché all'inizio assume l'aspetto di una virtù.
C'è solo un modo di buttare via il proprio denaro: non spenderlo.