Il verbo «dare» gli è tanto in odio che non dice mai «Ti dò il buon giorno», ma «... te lo impresto».- Molière
Il verbo «dare» gli è tanto in odio che non dice mai «Ti dò il buon giorno», ma «... te lo impresto».
Uno stolto che non dice verbo non si distingue da un savio che tace.
La perfetta ragione rifugge gli estremi e vuole che uno sia saggio con sobrietà.
E chi è quello scemo che non vuole che sua moglie sia muta? Piacesse a Dio che mia moglie avesse questa malattia! Mi guarderei bene dal volerla guarire.
I' ho sempre sentito a di' che nel matrimonio, come nell'altri lochi, contentezza val più meglio che ricchezza.
Ci lasciamo ingannare facilmente da quello che amiamo.
Il prodigo è arrogante, l'avaro è meschino. La meschinità è meglio dell'arroganza.
Il taccagno è un avaro che recita male la propria parte.
L'avarizia comincia dove finisce la povertà.
La città è afflitta da due vizi tra loro opposti, l'avarizia e il lusso, rovinosi malanni che hanno fatto crollare tutti i grandi imperi.
Non c'è avaro che non si riproponga di fare, un giorno, una spesa ingente; ma arriva la morte e fa realizzare i suoi progetti all'erede.
L'avarizia è prudenza, e la prudenza avarizia.
La città è travagliata da questi due vizi: l'avarizia e la lussuria; e queste pesti hanno rovinato tutte le grandi cose dell'impero.
Gli uomini odiano coloro che chiamano avari solo perché non ne possono cavar nulla.
Perfino le persone prodighe diventano, con un avaro, oculate, attente improvvisamente alla ripartizione delle spese.
L'avaro prova insieme tutte le preoccupazioni del ricco e tutti i tormenti del povero.