Molta sapienza, molto affanno; chi accresce il sapere, aumenta il dolore.- Qoelet
Molta sapienza, molto affanno; chi accresce il sapere, aumenta il dolore.
Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità, tutto è vanità.
Con il crescere dei beni i parassiti aumentano e qual vantaggio ne riceve il padrone, se non di vederli con gli occhi?
Vi sono scorciatoie por giungere alla scienza; non vi sono per giungere alla sapienza.
Occorre che coloro che amano la sapienza siano esperti di molte cose.
La sapienza procura a chi la coltiva il godimento dei veri beni; essa sola dovrebb'essere lo scopo de' nostri voti, ma le passioni la contrariano, i vìzi la maltrattano, e tutti gli aditi le sono chiusi.
Perché in una sola cosa consiste la sapienza, nell'intendere la ragione, che governa tutto il mondo dappertutto.
Alla sapienza non si può nuocere; il tempo non la cancella; nessuna cosa la può sminuire.
A volte la sapienza più grande consiste nel non sapere o nel fingere di non sapere.
La sapienza divina aveva preveduto che Giuda, libero di non dare il bacio del traditore, l'avrebbe tuttavia dato. In tale modo essa ha adoperato il delitto dell'Iscariota a guisa di pietra nell'edificio meraviglioso della redenzione.
Il sapiente che non è in grado di giovare a se stesso, inutilmente sa.
Il retto pensiero è la massima virtù e la sapienza è dire e far cose vere ascoltando e seguendo l'intima natura delle cose.
Fate il bene per se medesimo, senz'alcun motivo d'interesse personale; vi sarà resa la giustizia che meritate, godrete senza contrasto della reputazione di virtù e di sapienza, che si forma da se medesima in favore di quelli che così si governano senza parere di ambirla.