La fede è l'uccello che canta quando all'alba è ancora buio.- Rabindranath Tagore
La fede è l'uccello che canta quando all'alba è ancora buio.
Il bambino chiama la mamma e domanda: «Da dove sono venuto? Dove mi hai raccolto?». La mamma ascolta, piange e sorride mentre stringe al petto il suo bambino. «Eri un desiderio dentro al cuore.»
Ogni bambino che nasce ci ricorda che Dio non è ancora stanco degli uomini.
È finita la notte. Spegni la lampada fumante nell'angolo della stanza. Sul cielo d'oriente è fiorita la luce dell'universo: è un giorno lieto. Sono destinati a conoscersi tutti coloro che cammineranno per strade simili.
Non piangere quando tramonta il sole, le lacrime ti impedirebbero di vedere le stelle.
Qualcuno rovesciò il calamaio sulla tela. Ora si vanta: "Ho dipinto la notte".
La fede, come l'amore, non occupa solo alcune ore dell'esistenza, ma ne è l'anima, il respiro costante.
Per il momento non c'è più conflitto tra uomini di ragione e uomini di fede. Siamo tutti in ginocchio.
La fede passa attraverso un rapporto umano diretto, non è un qualcosa che si impara dai libri.
Per chi ha fede, nessuna spiegazione è necessaria. Per chi non ha fede, nessuna spiegazione è possibile.
E' naturale che dubito. Non pratico una certezza. Pratico una fede.
La fede "corregge", in modo necessario e vitale, la tendenza dell'umanità al "relativismo".
Una fede lieve e pesante come la mannaia di una ghigliottina.
La ragione è la mano sinistra della nostra anima, la fede sua destra.
La forte fede dimostra solo la sua forza, non la verità della cosa creduta.
Credo nel Dio di Spinoza che si rivela nell'armonia di tutto ciò che esiste, ma non in un Dio che si occupa del destino e delle azioni degli esseri umani.