Quando tentiamo di mandare via un dolore, lo rendiamo più forte.- Raffaele Morelli
Quando tentiamo di mandare via un dolore, lo rendiamo più forte.
Ogni ragionamento che facciamo sull'amore lo allontana, lo disintegra, lo annienta.
Tutto ciò che si conquista lottando può dare solo infelicità.
Le regole che ci siamo dati, l'ordine, le norme con cui abbiamo strutturato la nostra vita, sono spesso gli antagonisti del talento.
Tra gli sforzi vani va messo al primo posto quello di cambiare gli altri.
Eros con le sue ali, rivela che appartiene a mondi sottili, aerei, rapidi, celesti, che vive in una dimensione invisibile, quella dell'anima, e che solo la mente libera dalle identificazioni può coglierne la portata.
Il dolore per la Chiesa finisce con il diventare uno strumento di potere e quindi con l'aumentare l'audience.
Il tormento, per alcuni, è una necessità, un bisogno, un appetito, un compiacimento.
Ognuno dovrebbe rivendicare il diritto di esibire il proprio dolore.
Siamo giunti a tanto meschine insulsaggini che ci tormenta non solo il dolore, ma il pensiero del dolore, come accade solitamente ai bambini, i quali sono spaventati dall'ombra.
Il dolore è il punto d'appoggio del piacere.
Il dolore fa più rumore di qualsiasi rumore.
È sempre difficile consolare un dolore che non si conosce.
Ama il dolore perché è mezzo di espiazione.
E per tutti il dolore degli altri è dolore a metà.
Dove non c'è vergogna è un dolore pulito.