Quando tentiamo di mandare via un dolore, lo rendiamo più forte.- Raffaele Morelli
Quando tentiamo di mandare via un dolore, lo rendiamo più forte.
Quanto più la nostra mente è silenziosa, tanto più il cervello produce le sostanze del nostro benessere.
Innamorarsi, perdere la pazienza, non annoiarsi, coltivare gli hobby giusti e le novità fanno miracoli per la linea. Ed è più facile di quello che si pensa.
L'anima dà il meglio di sé quando la mente non la disturba con il suo continuo pensare.
L'unica cosa che serve fare nella vita è evitare di riflettere sui dolori.
Oggi lo dicono anche le ultime ricerche sul cervello che dobbiamo uscire dai binari troppo stretti del quotidiano. Il vero antidoto è dare spazio alle novità, intraprendere nuovi progetti: far diventare la propria vita di tutti i giorni un'avventura.
Le lacrime non sono espresse dal dolore, ma dalla sua storia.
Se è vero che ci si abitua al dolore, come mai con l'andare degli anni si soffre sempre di più?
Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo.
Il dolore allorché è profondo e vero è un peso che non si sgrava mai dal cuore.
Il dolore non è altro che la sorpresa di non conoscerci.
Un momento di dolore vale una vita di gloria.
Cosa resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza. Il peggio, una volta sperimentato, si riduce col tempo a un risolino di stupore, stupore di essercela presa per così poco.
Tutti gli uomini sanno dare consigli e conforto al dolore che non provano.
Non c'è nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria.
Non dura ininterrottamente il dolore della carne; il suo culmine dura anzi un tempo brevissimo; e ciò che di esso appena oltrepassa il piacere non si protrae molti giorni nella nostra carne. Le lunghe malattie poi arrecano alla carne più piacere che dolore.