Quando ho piantato il mio dolore nel campo della pazienza, mi ha dato il frutto della felicità.- Khalil Gibran
Quando ho piantato il mio dolore nel campo della pazienza, mi ha dato il frutto della felicità.
Se tutti noi ci confessassimo a vicenda i nostri peccati, rideremmo sicuramente per la nostra totale mancanza di originalità.
È strano come tutti difendiamo i nostri torti con più vigore dei nostri diritti.
Quando raggiungerete il cuore della vita troverete di non essere né superiori al malvagio né inferiori al profeta.
Colui che accetta la donna come Dio l'ha fatta, le rende giustizia.
L'animo forte perdona, e la facoltà di perdonare è il privilegio di chi ha subito ingiuria.
Non c'è nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria.
Il bello della musica è che quando ti colpisce non senti dolore.
Lieve è il dolore che permette di prendere una decisione.
In una scala da 1 a 10, come valuti il tuo dolore?
Il dolore ci conduce per mano alla soglia della vita eterna.
L'uomo dovrebbe imparare ad affrontare il dolore perché non è tutto da gettare via. C'è un dolore che tormenta e uno che matura. Un dolore che distrugge e un altro che avvisa per tempo di ciò che occorre fare.
Se lo scopo prossimo e immediato della nostra vita non è il dolore, allora la nostra esistenza è la cosa più contraria allo scopo del mondo.
Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo.
È destino dell'uomo di sottostare al dolore; vanto il non lasciarsi vincere e atterrare da esso.
Il dolore non è affatto un privilegio, un segno di nobiltà, un ricordo di Dio. Il dolore è una cosa bestiale e feroce, banale e gratuita, naturale come l'aria.