Quando ho piantato il mio dolore nel campo della pazienza, mi ha dato il frutto della felicità.- Khalil Gibran
Quando ho piantato il mio dolore nel campo della pazienza, mi ha dato il frutto della felicità.
Se riveli al vento i tuoi segreti, non devi poi rimproverare al vento di rivelarli agli alberi.
Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici.
Se il tuo cuore è un vulcano, come puoi sperare che nella tua mano sboccino i fiori?
Non ci comprenderemo mai fra noi finché non avremo ridotto la nostra lingua a non più di sette parole.
La poesia è la luce di un lampo; quando è solo un accostamento di parole diventa semplice composizione.
Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potete contenere.
Chi continua a esultare sul rogo, non trionfa sul dolore, ma del fatto di non provare dolore laddove se l'aspettava. Una metafora.
Anche l'uomo più sano e più sereno può risolversi per il suicidio, quando l'enormità dei dolori e della sventura che si avanza inevitabile sopraffà il terrore della morte.
Non esistendo dolore, sua nascita e suo arresto, non può logicamente esistere neppure il cammino, il quale consiste nell'arresto del dolore.
Annaffierei le rose con le mie lacrime per sentire il dolore delle loro spine e il rosso bacio dei loro petali.
Non ci consoliamo dei dolori, ce ne distraiamo.
Il dolore infierisce proprio là dove si accorge che non è sopportato con fermezza. Poichè il ringhioso dolore ha meno forza di mordere l'uomo che lo irride e lo tratta con disprezzo.
Ogni dolore è facile a disprezzare; quello che comporta sofferenza intensa dura poco tempo, e quello che perdura molto tempo nella carne comporta sofferenza temperata.
Un'ora breve di dolore c'impressiona lungamente; un giorno sereno passa e non lascia traccia.
Il dolore, in natura, è il più potente degli afrodisiaci.