Quando ho piantato il mio dolore nel campo della pazienza, mi ha dato il frutto della felicità.- Khalil Gibran
Quando ho piantato il mio dolore nel campo della pazienza, mi ha dato il frutto della felicità.
La tolleranza è un amore malato d'alterigia.
Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.
Non puoi giudicare nessuno al di là di quanto conosci di lui; ed è ben poco quel che tu ne conosci.
Se guardi il cielo e fissi una stella, se senti dei brividi sotto la pelle, non coprirti, non cercare calore, non è freddo ma è solo amore.
Chi ti dà una serpe quando chiedi un pesce, può darsi abbia solo serpi da dare. La sua, dunque, è generosità.
Per allontanarsi da un dolore sembra necessario ripercorrere gli stessi passi che ci hanno condotto a quel dolore.
Dove non c'è vergogna è un dolore pulito.
Dimenticare il dolore è difficilissimo, ma ricordare la dolcezza lo è ancora di più.
Se lo scopo prossimo e immediato della nostra vita non è il dolore, allora la nostra esistenza è la cosa più contraria allo scopo del mondo.
Spesso il piacere è un ospite passeggero, ma il dolore ci stringe in un crudele abbraccio.
L'uomo molto giovane è un animale ribelle al dolore.
Il dolore? In qualunque forma ci tocchi incontrarlo - non fa veramente parte dell'esistenza umana.
Se penso a quanto tempo ho buttato a stare male... Il dolore non serve a niente. Ti toglie la vita e basta. Il dolore ti ammazza.
Un modo molto importante per farci amico il dolore è farlo uscire dall'isolamento e condividerlo con qualcuno che può accoglierlo.
Il dolore non è altro che la sorpresa di non conoscerci.