Un dolore puro e completo è impossibile come una pura e perfetta gioia.- Lev Tolstoj
Un dolore puro e completo è impossibile come una pura e perfetta gioia.
Che terribile errore del nostro mondo, pensare che la fatica, il lavoro sia una virtù. Né l'uno né l'altra, ma piuttosto un vizio. Cristo non lavorava.
Una madre che nutre il figlio, dà immediatamente se stessa, il proprio corpo come cibo per i suoi figli, i quali senza ciò non sarebbero vivi. E questo è amore.
L'uomo non può figurarsi la vita senza includervi il desiderio del suo bene personale. Per ciascun uomo, vivere è lo stesso che desiderare e cercar di raggiungere questo suo bene personale; e desiderarlo e raggiungerlo è lo stesso che vivere.
C'è un solo modo per far sì che la vita divenga più felice ed è che le singole persone divengano più buone.
Il petto non sembrava respirare aria, ma una forza e una gioia eternamente giovani.
E dopo il bagliore del fulmine, il buio della notte profonda, la quiete non quieta del troppo: troppo vedere, troppo soffrire, troppo sapere. Non quiete del sonno, ma della breve morte: quando il dolore è eccessivo, bisogna morire un po' per andare avanti.
Tormento il più crudele d'ogni crudel tormento è il barbaro momento che in due divide un cor.
Là dove cresce il dolore è terra benedetta.
Nulla ci rende così grandi come un grande dolore.
La felicità è benefica al corpo, ma è il dolore quello che sviluppa le facoltà dello spirito.
La felicità è come l'elemosina gettata al mendico. Gli permette di vivere oggi per prolungare il suo dolore l'indomani.
La natura del dolore è eccellente, perché, se si protrae, non può essere grande, e se è grande, non può protrarsi.
È probabile che i tormenti del martirio li sentono più acutamente gli astanti. I tormenti sono illusori. La prima sofferenza è l'ultima sofferenza, perché le lesioni successive si perdono nell'insensibilità.
Il dolore ti cambia in profondità.
È destino dell'uomo di sottostare al dolore; vanto il non lasciarsi vincere e atterrare da esso.