Così noi viviamo, per sempre prendendo congedo.- Rainer Maria Rilke
Così noi viviamo, per sempre prendendo congedo.
Le opere d'arte sono di una solitudine infinita, e nulla può raggiungerle meno della critica.
Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi, molto prima che sia accaduto.
È questo in fondo l'unico coraggio che si richieda a noi: essere coraggiosi verso quanto di più strano, prodigioso e inesplicabile ci possa accadere.
Nasciamo, per così dire, provvisoriamente, da qualche parte; soltanto a poco a poco andiamo componendo in noi il luogo della nostra origine, per nascervi dopo, e ogni giorno più definitivamente.
Divenire amati è passare, amare è durare.
Vivere è di tutti, viver bene di pochi; viver con scienza e conoscenza di pochissimi.
Nessuno s'accorga che tu sei vissuto.
Non si può scegliere il modo di morire. E nemmeno il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora.
Viviamo tutti sotto lo stesso cielo, ma non tutti abbiamo il medesimo orizzonte.
Prima bisogna vivere, e dopo si può filosofare.
Chi vive sempre nel calore e nella pienezza del cuore e per così dire nell'aria estiva dell'anima, non può immaginarsi il misterioso rapimento che afferra le nature più invernali, che vengono eccezionalmente toccate dai raggi dell'amore e dal tiepido soffio di un solatio giorno di febbraio.
Che non tutti possano vivere allo stesso modo, lo capisco, ma la differenza può essere tanto grande?
Bisogna vivere, cioè illudersi; lasciar giocare in noi il demoniaccio beffardo, finché non si sarà stancato; e pensare che tutto questo passerà.
Si vive una sola volta e quest'unica volta si vive nel provvisorio, nella vana attesa del giorno in cui dovrebbe cominciare la vera vita. Così passa l'esistenza.
Nessuno metterebbe una sola parola sulla carta se avesse il coraggio di vivere ciò in cui crede.