Muoversi, vivere, non pensare!- Luigi Pirandello
Muoversi, vivere, non pensare!
L'umorismo, per lo specialissimo contrasto essenziale in esso, inevitabilmente scompone, disordina, discorda.
Chi vive, quando vive, non si vede: vive. Se uno può vedere la propria vita, è segno che non la sta vivendo più: la subisce, la trascina.
La vita non si spiega; si vive.
Lo scrittore stempera in dieci pagine quel che dovrebbe esser raccolto in uno sguardo.
Ho paura talvolta anche del mio sangue che pulsa nelle arterie come, nel silenzio della notte, un tonfo cupo di passi in stanze lontane.
Dobbiamo imparare a vivere insieme come fratelli o periremo insieme come stolti.
Si dovrebbe stupirsi se fosse diverso: si accumula rabbie, umiliazioni, ferocie, angosce, pianti, frenesie e alla fine ci si trova un cancro, una nefrite, un diabete, una sclerosi che ci annienta. E voilà.
Cerchiamo di vivere in modo tale che quando moriremo perfino il becchino sia triste.
Si vive in un'epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio, e io vivo nel terrore di non essere frainteso.
Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere.
Viviamo in un mondo di cose e il nostro unico legame con loro è che sappiamo come manipolarle o consumarle.
Io vivo per dominare la vita, non per essere schiavo.
Confesso che ho vissuto.
Coloro che vivono con cognizione di causa sono rari, e di solito dimenticano presto. E quelli che per miracolo se ne rammentano, spesso non sanno trarne profitto.
Chi è incapace di vivere in società, o non ne ha bisogno perché è sufficiente a sé stesso, deve essere o una bestia o un dio.