Con il progredire della civiltà l'uomo si fa sempre più debole.- Luigi Pirandello
Con il progredire della civiltà l'uomo si fa sempre più debole.
Due sole vere infelicità ha la vita, per coloro sui quali la natura esercita la sua feroce ingiustizia: la bruttezza e la vecchiaia, soggette al disprezzo e allo scherno, della bellezza e della gioventù.
Quando tuo padre t'ha messo al mondo, caro, il fatto è fatto. Non te ne liberi più finché non finisci di morire.
Non c'è più pazzo al mondo di chi crede d'aver ragione!
La filosofia è come la religione: conforta sempre anche quando è disperata, perché nasce dal bisogno di superare un tormento, e anche quando non lo superi, il porselo davanti, questo tormento, è già un sollievo per il fatto che, almeno per un poco, non ce lo sentiamo più dentro.
Un'ora breve di dolore c'impressiona lungamente; un giorno sereno passa e non lascia traccia.
La civiltà è una malattia che è quasi sempre fatale.
È un uomo civilizzato colui che dà una risposta seria ad una domanda seria. Di per sé la civiltà non è altro che un sano equilibrio di valori.
Ogni civiltà è diventata di quando in quando una crosta sottile su un vulcano di rivoluzione.
La civiltà è un progresso da una omogeneità indefinita e incoerente verso una eterogeneità definita e coerente.
Accettare la civiltà quale essa è significa praticamente accettare la decadenza.
La nostra civiltà è un tempio di ciò che non sorvegliato sarebbe chiamato follia, ma è anche il luogo dov'è tenuto sotto sorveglianza.
I comodi sono la sola cosa che può darci la nostra civiltà.
Il grado di civiltà di una nazione è misurato dal suo disprezzo per le necessità dell'esistenza.
Per prima cosa fu necessario civilizzare l'uomo in rapporto all'uomo. Ora è necessario civilizzare l'uomo in rapporto alla natura e agli animali.
La civiltà è un illimitato moltiplicarsi di inutili necessità.