Con il progredire della civiltà l'uomo si fa sempre più debole.- Luigi Pirandello
Con il progredire della civiltà l'uomo si fa sempre più debole.
La fantasia abbellisce gli oggetti cingendoli e quasi irraggiandoli d'immagini care. Nell'oggetto amiamo quel che vi mettiamo di noi.
Ogni fantasma, ogni creatura d'arte, per essere, deve avere il suo dramma, cioè un dramma di cui esso sia personaggio e per cui è personaggio. Il dramma è la ragion d'essere del personaggio; è la sua funzione vitale: necessaria per esistere.
La vita, nell'atto stesso che la viviamo, è così sempre ingorda di sé stessa, che non si lascia assaporare. Il sapore è nel passato, che ci rimane vivo dentro. Il gusto della vita ci viene di là, dai ricordi che ci tengono legati.
Gli occhi sono lo specchio dell'anima... cela i tuoi se non vuoi che ne scopra i segreti.
Davanti agli occhi di una bestia, crolla come un castello di carte qualunque sistema filosofico.
Se la civiltà non è nel cuore dell'uomo, ebbene, essa non è da nessuna parte.
La civiltà è una terribile pianta che non vegeta e non fiorisce se non è innaffiata di lacrime e di sangue.
La civiltà vuole che si auguri il buon giorno a uno che volentieri si manderebbe al diavolo; ed essere bene educati vuol dire appunto esser commedianti.
La civiltà di una nazione dovrebbe essere misurata in base alla deferenza verso il sesso debole.
Il prezzo del progresso della civiltà si paga con la riduzione della felicità.
La civiltà è una malattia che è quasi sempre fatale.
Il grado di civiltà di una nazione è misurato dal suo disprezzo per le necessità dell'esistenza.
Esser civile, vuol dire proprio questo: dentro, neri come corvi; fuori, bianchi come colombi; in corpo fiele; in bocca miele.
Gli uomini non nascono civili, lo diventano.