Con il progredire della civiltà l'uomo si fa sempre più debole.- Luigi Pirandello
Con il progredire della civiltà l'uomo si fa sempre più debole.
È meglio avere dubbi che false certezze.
Mangia il Governo, mangia la Provincia; mangia il Comune e il capo e il sottocapo e il direttore e l'ingegnere e il sorvegliante... Che può avanzare per chi sta sotto terra e sotto di tutti e deve portar tutti sulle spalle e resta schiacciato?
Ormai noi tutti ci siamo a poco a poco adattati alla nuova concezione dell'infinita nostra piccolezza, a considerarci anzi men che niente nell'Universo.
La fantasia abbellisce gli oggetti cingendoli e quasi irraggiandoli d'immagini care. Nell'oggetto amiamo quel che vi mettiamo di noi.
Riponi in uno stipetto un desiderio: aprilo, vi troverai un disinganno.
Il prezzo del progresso della civiltà si paga con la riduzione della felicità.
La civiltà ci ha sottratti alle spade, per farci meglio sentire la paura dei chirurghi.
Accettare la civiltà quale essa è significa praticamente accettare la decadenza.
Esser civile, vuol dire proprio questo: dentro, neri come corvi; fuori, bianchi come colombi; in corpo fiele; in bocca miele.
Scopo della civiltà, non è il progresso della scienza e delle macchine, ma dell'uomo.
La razza umana finirà per eccesso di civiltà.
Per prima cosa fu necessario civilizzare l'uomo in rapporto all'uomo. Ora è necessario civilizzare l'uomo in rapporto alla natura e agli animali.
Una civiltà tecnocratica priva dell'apporto sapienziale della religione non sarà mai in grado di produrre e sostenere quell'etica basata sul principio-responsabilità in grado di unire gli uomini tra loro, di cui il nostro tempo ha urgente bisogno.
Se la civiltà non è nel cuore dell'uomo, ebbene, essa non è da nessuna parte.