Gli uomini non nascono civili, lo diventano.- Baruch Spinoza
Gli uomini non nascono civili, lo diventano.
Non presumo di aver trovato la filosofia migliore, ma so di intendere quella che è vera.
Quando dico che qualcuno passa da una minore a una maggiore perfezione, e viceversa, non intendo che da una essenza o forma sia mutato in un'altra.
Ho assiduamente cercato di imparare a non ridere delle azioni degli uomini, a non piangerne, a non odiarle, ma a comprenderle.
La paura non può essere senza speranza né la speranza senza paura.
Se riguardo alla natura umana le cose fossero disposte in modo tale che gli uomini desiderassero soprattutto ciò che è particolarmente utile, non vi sarebbe bisogno di artificio alcuno per ottenere concordia e lealtà.
La civiltà è una terribile pianta che non vegeta e non fiorisce se non è innaffiata di lacrime e di sangue.
Nell'uomo civile moderno convivono un bimbo, un selvaggio e una bestia.
Il numero degli uomini che accettano la civiltà da ipocriti è infinitamente superiore a quello degli uomini veramente civili.
La civiltà progredisce aumentando il numero di operazioni importanti che possiamo compiere senza pensarci.
È un uomo civilizzato colui che dà una risposta seria ad una domanda seria. Di per sé la civiltà non è altro che un sano equilibrio di valori.
Scopo della civiltà, non è il progresso della scienza e delle macchine, ma dell'uomo.
La nostra civiltà è un tempio di ciò che non sorvegliato sarebbe chiamato follia, ma è anche il luogo dov'è tenuto sotto sorveglianza.
Esser civile, vuol dire proprio questo: dentro, neri come corvi; fuori, bianchi come colombi; in corpo fiele; in bocca miele.
La gente di questi paesi è di un tatto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca.
Accettare la civiltà quale essa è significa praticamente accettare la decadenza.