Lo stolto è felice e infelice allo stesso modo che il saggio.- Baruch Spinoza
Lo stolto è felice e infelice allo stesso modo che il saggio.
Gli uomini sono ben lungi dal poter essere facilmente guidati dalla ragione; ciascuno è sospinto dai suoi personali impulsi al piacere e gli animi spessissimo sono a tal punto dominati dall'invidia, dalla collera che nessun posto resta per la capacità di riflettere e giudicare.
Nessuno può essere costretto dalla violenza o dalle leggi ad essere felice; per conseguire tale stato sono invece necessari un'amorevole e fraterna esortazione, una buona educazione e soprattutto un personale e libero giudizio.
Il credo di ognuno va ritenuto santo o empio solo in ragione dell'obbedienza o della riottosità e non in ragione della verità o della falsità.
Non si piange sulla propria storia, si cambia rotta.
Parla in modo sensato a uno stolto e ti chiama stupido.
Gli stolti vogliono vivere a lungo, ma non sanno godere una vita lunga.
Se lo stolto persistesse nella sua stoltezza diventerebbe saggio.
Stolti sono coloro che non sanno che la metà spesso vale più del tutto.
Il paese di più incerti confini che sia nel mondo è quello della umana stoltezza.
L'uomo stolto ama stupirsi ad ogni parola.
Il cervello dello stolto digerisce la filosofia trasformandola in follia, la scienza in superstizione, l'arte in pedanteria. È da questo che nasce l'istruzione universitaria.
La stoltezza ha questo di proprio: ricomincia sempre da capo la vita.
Lo stolto, tra gli altri mali, ha anche questo: incomincia sempre a vivere.