Lo stolto è felice e infelice allo stesso modo che il saggio.- Baruch Spinoza
Lo stolto è felice e infelice allo stesso modo che il saggio.
L'amore può e deve fare da tramite ai fini della perfezione. Che resta sempre Dio.
Certamente l'esistenza umana sarebbe molto più felice se negli uomini la capacità di tacere fosse pari a quella di parlare. Ma l'esperienza insegna fin troppo bene che gli uomini non governano nulla con maggior difficoltà che la lingua.
La superstizione sembra stabilire che è buono quel che procura Tristezza e, viceversa, cattivo quel che procura Gioia.
Nessuno può essere costretto dalla violenza o dalle leggi ad essere felice; per conseguire tale stato sono invece necessari un'amorevole e fraterna esortazione, una buona educazione e soprattutto un personale e libero giudizio.
La paura non può essere senza speranza né la speranza senza paura.
Gli stolti vogliono vivere a lungo, ma non sanno godere una vita lunga.
È meglio se sei un vagabondo e viaggi da solo, anziché ammuffire in compagnia degli stolti!
Stolto è colui che giudica gli uomini dal vestito o dalla condizione sociale.
Chi è savio per sé, bisogna che paghi per la stoltezza degli altri.
Lo stolto non vede lo stesso albero che vede il saggio.
Aver sempre ragione, farsi sempre strada, calpestare tutto, non aver mai dubbi: non sono queste le grandi qualità con cui la stoltezza governa il mondo?
Il viaggiatore, se non incontra a tenergli compagnia uno migliore di lui o simile a lui, proceda decisamente da solo: con lo stolto non vi è compagnia.
Il cervello dello stolto digerisce la filosofia trasformandola in follia, la scienza in superstizione, l'arte in pedanteria. È da questo che nasce l'istruzione universitaria.
Lo stolto non sa tacere.