Il paese di più incerti confini che sia nel mondo è quello della umana stoltezza.- Arturo Graf
Il paese di più incerti confini che sia nel mondo è quello della umana stoltezza.
Se non fosse la morte, quasi non sarebbe poesia nella vita.
L'ignoranza non sarebbe l'ignoranza, se non si riputasse da più che la scienza.
Degno veramente del nome di uomo è colui che obbedisce a una sua legge interiore alla quale nessuna legge esteriore potrebbe mai accrescere o scemare autorità e forza.
La volgarità può mutar casa e vestito, azzimarsi, lisciarsi, andare in carrozza, sedere in trono, e sarà sempre la stessa volgarità di prima.
Pochi uomini desiderano veramente di morire; ma infiniti vorrebbero non esser mai nati.
Gli stolti vogliono vivere a lungo, ma non sanno godere una vita lunga.
Se lo stolto persistesse nella sua stoltezza diventerebbe saggio.
L'uomo stolto ama stupirsi ad ogni parola.
La stoltezza ha questo di proprio: ricomincia sempre da capo la vita.
Il viaggiatore, se non incontra a tenergli compagnia uno migliore di lui o simile a lui, proceda decisamente da solo: con lo stolto non vi è compagnia.
È meglio se sei un vagabondo e viaggi da solo, anziché ammuffire in compagnia degli stolti!
Lo stolto non vede lo stesso albero che vede il saggio.
Lo stolto non sa tacere.
Stolto è colui che giudica gli uomini dal vestito o dalla condizione sociale.
Il cervello dello stolto digerisce la filosofia trasformandola in follia, la scienza in superstizione, l'arte in pedanteria. È da questo che nasce l'istruzione universitaria.