Il compito principale della civiltà, la sua propria ragion d'essere, è di difenderci contro la natura.- Sigmund Freud
Il compito principale della civiltà, la sua propria ragion d'essere, è di difenderci contro la natura.
Se qualcuno giunge al punto di accettare acriticamente tutte le assurdità che le dottrine religiose gli trasmettono, e perfino di ignorarne le contraddizioni vicendevoli, la sua debolezza intellettuale non deve stupirci oltremodo.
I sentimenti della massa sono sempre semplicissimi e molto esagerati. La massa non conosce quindi né dubbi né incertezze. Corre subito agli estremi, il sospetto sfiorato si trasforma subito in evidenza inoppugnabile, un'antipatia incipiente in odio feroce.
L'essere amata è per la donna un bisogno superiore a quello di amare.
Anche se l'uomo ha rimosso nell'inconscio i suoi impulsi malvagi e vorrebbe dirsi che non è responsabile di essi, qualcosa lo costringe ad avvertire questa responsabilità come un senso di colpa il cui motivo gli è sconosciuto.
L'ego non è il padrone a casa sua.
Con il progredire della civiltà l'uomo si fa sempre più debole.
Si potrà parlare di civiltà solo quando si considererà cannibalismo non solo mangiare i nostri simili, ma carne in generale.
La civiltà è un illimitato moltiplicarsi di inutili necessità.
La civiltà è una malattia che è quasi sempre fatale.
La gente di questi paesi è di un tatto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca.
La civiltà progredisce aumentando il numero di operazioni importanti che possiamo compiere senza pensarci.
La razza umana finirà per eccesso di civiltà.
Per prima cosa fu necessario civilizzare l'uomo in rapporto all'uomo. Ora è necessario civilizzare l'uomo in rapporto alla natura e agli animali.
Ogni civiltà ha la spazzatura che si merita.