Il compito principale della civiltà, la sua propria ragion d'essere, è di difenderci contro la natura.- Sigmund Freud
Il compito principale della civiltà, la sua propria ragion d'essere, è di difenderci contro la natura.
L'uomo primordiale stava meglio perché ignorava qualsiasi restrizione pulsionale. In compenso la sua sicurezza di godere a lungo di tale felicità era molto esigua. L'uomo civile ha barattato una parte della sua felicità per un po' di sicurezza.
Questo dio creatore viene chiamato senza ambagi "padre". La psicoanalisi ne desume che si tratta realmente del padre, un padre magnificato quale appariva una volta al bambino piccolo.
Il passato, il presente e il futuro sono come infilati insieme nel filo del desiderio che li percorre.
Le fantasie che si convertono in sintomi in nessun'altra nevrosi sono evidenti come nell'isteria.
Chiamiamo inconscio un processo psichico di cui dobbiamo supporre l'esistenza per esempio, perché la deduciamo dai suoi effetti ma del quale non sappiamo nulla.
Con il progredire della civiltà l'uomo si fa sempre più debole.
Se la civiltà non è nel cuore dell'uomo, ebbene, essa non è da nessuna parte.
Ogni civiltà è diventata di quando in quando una crosta sottile su un vulcano di rivoluzione.
La civiltà è un progresso da una omogeneità indefinita e incoerente verso una eterogeneità definita e coerente.
Per prima cosa fu necessario civilizzare l'uomo in rapporto all'uomo. Ora è necessario civilizzare l'uomo in rapporto alla natura e agli animali.
Si potrà parlare di civiltà solo quando si considererà cannibalismo non solo mangiare i nostri simili, ma carne in generale.
La gente di questi paesi è di un tatto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca.
La civiltà di una nazione dovrebbe essere misurata in base alla deferenza verso il sesso debole.
Scopo della civiltà, non è il progresso della scienza e delle macchine, ma dell'uomo.