La civiltà è una malattia che è quasi sempre fatale.- William Ralph Inge
La civiltà è una malattia che è quasi sempre fatale.
Il momento adatto per influenzare il carattere di un bambino è all'incirca cento anni prima della sua nascita.
La preoccupazione è l'interesse che si paga su un guaio prima che esso arrivi.
Un uomo può costruirsi un trono di baionette, ma non ci si può sedere sopra.
L'originalità, temo, è spesso soltanto un plagio non rilevato e frequentemente inconscio.
Molti pensano di essere attratti da Dio, o dalla Natura, quando sono soltanto rifiutati dagli uomini.
La civiltà ci ha sottratti alle spade, per farci meglio sentire la paura dei chirurghi.
Si potrà parlare di civiltà solo quando si considererà cannibalismo non solo mangiare i nostri simili, ma carne in generale.
La civiltà di una nazione dovrebbe essere misurata in base alla deferenza verso il sesso debole.
La razza umana finirà per eccesso di civiltà.
La civiltà è un illimitato moltiplicarsi di inutili necessità.
La nostra civiltà è un tempio di ciò che non sorvegliato sarebbe chiamato follia, ma è anche il luogo dov'è tenuto sotto sorveglianza.
Ogni civiltà è diventata di quando in quando una crosta sottile su un vulcano di rivoluzione.
Con il progredire della civiltà l'uomo si fa sempre più debole.
La gente di questi paesi è di un tatto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca.
Il numero degli uomini che accettano la civiltà da ipocriti è infinitamente superiore a quello degli uomini veramente civili.