Il prezzo del progresso della civiltà si paga con la riduzione della felicità.- Sigmund Freud
Il prezzo del progresso della civiltà si paga con la riduzione della felicità.
Ogni scoperta viene fatta più di una volta e mai tutta quanta insieme; e, a parte questo, il successo non va di pari passo con il merito. L'America non ha preso il nome da Colombo.
C'è almeno un punto in ogni sogno, dove non si può toccare il fondo: un ombelico, in un certo senso, che è il suo punto di contatto con l'ignoto.
Il sogno è un fenomeno psichico pienamente valido e precisamente l'appagamento di un desiderio.
Il lapsus verbale diventa un mezzo di espressione mimico, e sovente invero per esprimere quel che non si voleva dire, diventa cioè un mezzo per tradire sé stesso.
Una civiltà tecnocratica priva dell'apporto sapienziale della religione non sarà mai in grado di produrre e sostenere quell'etica basata sul principio-responsabilità in grado di unire gli uomini tra loro, di cui il nostro tempo ha urgente bisogno.
Il compito principale della civiltà, la sua propria ragion d'essere, è di difenderci contro la natura.
La civiltà di una nazione dovrebbe essere misurata in base alla deferenza verso il sesso debole.
Nell'uomo civile moderno convivono un bimbo, un selvaggio e una bestia.
La civiltà è una terribile pianta che non vegeta e non fiorisce se non è innaffiata di lacrime e di sangue.
La civiltà ci ha sottratti alle spade, per farci meglio sentire la paura dei chirurghi.
La civiltà vuole che si auguri il buon giorno a uno che volentieri si manderebbe al diavolo; ed essere bene educati vuol dire appunto esser commedianti.
È un uomo civilizzato colui che dà una risposta seria ad una domanda seria. Di per sé la civiltà non è altro che un sano equilibrio di valori.
La civiltà è una malattia che è quasi sempre fatale.
La civiltà è un progresso da una omogeneità indefinita e incoerente verso una eterogeneità definita e coerente.