Il pensare, che era un furore, è diventato un'arte.- Ralph Waldo Emerson
Il pensare, che era un furore, è diventato un'arte.
L'invidia è ignoranza.
Gli uomini superficiali credono alla fortuna, credono nelle circostanze - era per via del nome che portava, o era perché si trovava in quel posto in quel momento, od era così allora e un altro giorno sarebbe stato diverso. Gli uomini forti credono nella causa ed effetto.
L'entusiasmo è l'illuminazione galoppante, che non può essere misurata dai cavalli-vapore della comprensione.
Il governo è un fossile: dovrebbe essere una pianta.
Abbiamo poco controllo sui nostri pensieri. Siamo prigionieri delle idee.
Nulla fa chi troppe cose pensa.
Chi crede non pensa; chi pensa non crede.
Penso, quindi Cartesio esiste.
Per sottrarsi alla fatica di pensare, i più sono persino disposti a lavorare.
Ci sono in ogni epoca degli individui che non pensano come tutti, cioè che non pensano come coloro che non pensano affatto.
Il pensiero, a mio giudizio, è il cardine della libertà. È solo quando l'uomo rinunzia al pesiero autonomo, per accettare i dogmi dei conformismi imperanti, che esso rinunzia alla libertà.
Il pensatore somiglia molto al disegnatore che vuol riprodurre nel disegno tutte le connessioni possibili.
La libertà di pensare è il coraggio di imbattersi nei proprio demoni.
Date al solitario pensatore la più cara delle sue gioie, quella di sapersi vivo nella vita di tutti.
Libero pensatore. Basterebbe dire pensatore.