Per alcuni pensieri è meglio non ammetterli, bensì allontanarli subito.- Anselm Grün
Per alcuni pensieri è meglio non ammetterli, bensì allontanarli subito.
Il mite non giudica il peccatore, ma lo consola e lo rinfranca. Poiché conosce le sofferenze e i problemi del discepolo, li prende su di sé e soffre con lui.
La tristezza paralizza o distrugge. Il dolore feconda e rende vivi.
L'odio come impulso non è cattivo, vuole costringerci a liberarci dell'altro e a crearci uno spazio nostro, nel quale possiamo vivere.
Anche se ti fa paura, non ignorare l'abisso del tuo dolore.
Abbiamo poco controllo sui nostri pensieri. Siamo prigionieri delle idee.
Credere che il pensiero, non imputabile civilmente, sia non imputabile moralmente, è grand'inganno; quasiché le stesse passioni che, secondate, tergono l'azione, non torgano l'opinione.
Vivere del pensiero è sentirsi superiori alla comunità.
Chi pensa molto, chi pensa cioè oggettivamente, dimentica facilmente le proprie vicende, ma non dimentica i pensieri che da quelle sono suscitati.
Non bisogna pensare troppo, a questo mondo. Se no si diventa matti.
Chi pensa in tutto come il suo secolo è necessariamente nell'errore.
Quando consideri il numero di uomini che sono davanti a te, pensa a quanti ti seguono.
Pensiamo perché non sappiamo.
Ogni società civile, religiosa e politica determina i confini, le «riserve» più o meno ampie, entro cui il pensiero può liberamente esprimersi.
Molti benpensanti sono poco più che custodi dei loro averi.