Chi vuole pensare deve rinunciare a "darsi da fare".- Elias Canetti
Chi vuole pensare deve rinunciare a "darsi da fare".
La vera tenerezza per gli esseri umani ti sopraffà quando non ti stanno più intorno.
È già qualcosa aver vissuto, pensato e disputato con se stessi, quand'anche nessuno ne venisse mai a conoscenza.
Gli occhi molto belli sono insostenibili, bisogna guardarli sempre, ci si affoga dentro, ci si perde, non si sa più dove si è.
Non c'è fede tanto disgustosa da prevenirne una più disgustosa.
La letteratura come professione è distruttiva: si deve avere più paura delle parole.
Il pensare divide, il sentire unisce.
Se due uomini sono d'accordo su tutto, puoi star sicuro che solo uno dei due sta pensando.
Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che pensano e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare.
Libero pensatore. Basterebbe dire pensatore.
Penso come un genio, scrivo come uno scrittore brillante, e parlo come un bambino.
Chi pensa in tutto come il suo secolo è necessariamente nell'errore.
È quasi impossibile pensare senza parlare.
Pensare è sommamente nostro; sepolto nella privatezza più intima del nostro essere, È anche il più comune, usurato, ripetitivo degli atti. Questa contraddizione non può essere risolta.
Pensare è un piacere faticoso, come fare sport.
L'importante è pensare meno, ricordare e immaginare e aspettare meno. Prendere subito quello che c'è e basta.