Chi vuole pensare deve rinunciare a "darsi da fare".- Elias Canetti
Chi vuole pensare deve rinunciare a "darsi da fare".
Quello è intelligente come un giornale. Sa tutto. Ciò che sa cambia ogni giorno.
Per quanto sgradevoli siano i nemici, non diventeranno mai noiosi come i seguaci.
Non vince la donna che corre dietro, né quella che scappa. Vince quella che aspetta.
Chi ha troppe parole non può che essere solo.
Gli assetati d'amore sono tutti così simili tra loro, che per studiarli ne basta uno. Ancora piú semplice: se quell'uno siamo noi.
Se il pensiero è verità, esso, ove non incontrasse ostacoli, consisterebbe nella contemplazione di se medesimo.
Credere che il pensiero, non imputabile civilmente, sia non imputabile moralmente, è grand'inganno; quasiché le stesse passioni che, secondate, tergono l'azione, non torgano l'opinione.
Chi poco pensa, molto erra.
Quello che mi lega a voi è la tranquillità intima che non mi lascia dubbio sulla perfetta identità dei nostri pensieri.
Non si può vivere e pensare. Ciascuna delle due cose, rispetto all'altra, è una perdita di tempo.
Non si pensa nello stesso modo su una stessa cosa la mattina e la sera. Ma dov'è il vero, nel pensiero della notte o nello spirito del mezzogiorno? Due risposte, due razze di uomini.
Per pensare cose semplici ci vuole un genio; i cretini pensano solo cose complicate.
Gli uomini che pensano sempre ciò che dicono hanno il torto di credersi in diritto di dire sempre ciò che pensano.
Comune a tutti è il pensare.
È un pensatore: vale a dire è bravo a vedere le cose più semplici di quel che sono.