Anche se ti fa paura, non ignorare l'abisso del tuo dolore.- Anselm Grün
Anche se ti fa paura, non ignorare l'abisso del tuo dolore.
La tristezza paralizza o distrugge. Il dolore feconda e rende vivi.
Per alcuni pensieri è meglio non ammetterli, bensì allontanarli subito.
Il mite non giudica il peccatore, ma lo consola e lo rinfranca. Poiché conosce le sofferenze e i problemi del discepolo, li prende su di sé e soffre con lui.
La rabbia che si manifesta ci mostra che non eravamo in sintonia con la nostra sensibilità più profonda. Quindi non dobbiamo reprimere la rabbia, bensì parlare con essa.
Non sai che ognuno ha la pretesa di soffrire molto più degli altri?
Chiunque può sopportare un dolore tranne chi ce l'ha.
Dietro la gioia e il sorriso ci può essere un temperamento ruvido, aspro e scaltro. Ma dietro il dolore non c'è che il dolore. L'angoscia, contrariamente al piacere, non si maschera mai.
Il dolore inerisce alla vita come contrappunto che dà pienezza al fervore d'esistere.
In questa valle di dolore e di lagrime ho l'onore di trovarmi bene.
Ogni dolore che non distacca è dolore perduto.
Dopo millenni di odi e di guerre per lo meno dovremmo avere imparato questo: che il dolore non ha bandiera.
La felicità raduna, il dolore riunisce.
Certe persone - e io sono di quelle - odiano il lieto fine. Ci sentiamo frodati. Il dolore è la norma.
Rimanendo equanime nella felicità e nel dolore, nel guadagno e nella perdita, nella vittoria e nella sconfitta, affronta la battaglia della vita. Così non commetterai peccato.