La tristezza paralizza o distrugge. Il dolore feconda e rende vivi.- Anselm Grün
La tristezza paralizza o distrugge. Il dolore feconda e rende vivi.
La rabbia che si manifesta ci mostra che non eravamo in sintonia con la nostra sensibilità più profonda. Quindi non dobbiamo reprimere la rabbia, bensì parlare con essa.
Per alcuni pensieri è meglio non ammetterli, bensì allontanarli subito.
L'odio come impulso non è cattivo, vuole costringerci a liberarci dell'altro e a crearci uno spazio nostro, nel quale possiamo vivere.
Il mite non giudica il peccatore, ma lo consola e lo rinfranca. Poiché conosce le sofferenze e i problemi del discepolo, li prende su di sé e soffre con lui.
Ci può essere qualcosa di più triste di una processione di quattro o cinque medici nella stanza di un ammalato?
Ciò che implica tristezza, esprime un tiranno.
Tristezza che non viene da sola e non viene da ora.
La tristezza è il nostro destino. Ma è per questo che le nostre vite saranno cantate per sempre, da tutti gli uomini che verranno.
Incominciai a capire che i dolori, le delusioni e la malinconia non sono fatti per renderci scontenti e toglierci valore e dignità, ma per maturarci.
Non esiste la vecchiaia; c'è soltanto la tristezza.
Se sei triste e stai soffrendo, dentro, nessuno capisce, nessuno ti crede; tutti pensano che sia un posa, uno strano modo di mettersi in mostra.
La tua tristezza ---se non la respingi--- ben potrebbe essere l'involucro della tua superbia. ---Ti credevi forse perfetto e impeccabile?
La tristezza del discendere è il prezzo pattuito della gioia del salire.
Niente giustifica la tristezza: soltanto il diavolo ha ragioni per essere triste.