Il lavoro è il miglior antidoto alla tristezza.- Arthur Conan Doyle
Il lavoro è il miglior antidoto alla tristezza.
Miserabile è chi non ha una donna che ne pianga la morte.
Il ripudio delle nostre stesse parole è il più grande sacrificio che ci viene richiesto dalla verità.
Il tocco supremo dell'artista - sapere quando fermarsi.
Di solito sono proprio le cose non importanti che offrono il migliore campo di osservazione, e la possibilità di analizzare rapidamente cause ed effetti, il che è ciò che rende affascinante un'investigazione.
Questa è la tristezza connessa ad ogni vita finita. Essa però non arriva mai a realizzarsi, e serve soltanto all'eterna gioia del trionfo. Donde il velo di tristezza, che si stende su tutta la natura, la profonda, insopprimibile malinconia di ogni vita.
Quando uno è triste non servono le classifiche, non c'è un tristometro, è inutile dire sto mediamente peggio di te o decisamente meglio di te, si diventa tutti ottusi ed egoisti e la propria tristezza diventa una grande campana in cui ci si chiude, per non ascoltare la tristezza degli altri.
La tristezza è un ricatto è il delictum perfecto cha fa vittime più della peste e non desta sospetto.
Bisogna ridere della propria tristezza come ridono gli dèi.
Tristezza come l'acqua che rimane quando ci siamo lavati.
Perché tutto l'amore mi arriva di colpo quando mi sento triste, e ti sento lontana...
La tristezza è la malinconia che ha perso la speranza.
La tristezza del discendere è il prezzo pattuito della gioia del salire.
Come tutti i vizi mettono radici profonde, se non sono estirpati sul nascere, così i sentimenti di tristezza e di infelicità, che dilaniano se stessi, finiscono per nutrirsi del loro amaro, e il dolore si fa una perversa voluttà di soffrire.
La tristezza secondo Dio produce un pentimento irrevocabile che porta alla salvezza, mentre la tristezza del mondo produce la morte.