Triste l'uomo in cui più nulla rimanga del fanciullo.- Arturo Graf
Triste l'uomo in cui più nulla rimanga del fanciullo.
Non è più misero uso della intelligenza che di spenderla tutta in mettere a nudo e schernire la stupidezza altrui.
L'esperienza ammonisce che bisogna qualche volta chiudere un occhio, ma che non bisogna mai chiuderli tutt'e due.
Dei pericoli che tu possa avere alle spalle non ti curar tanto, che tu non abbia più modo di attendere alle cose che ti stanno dinanzi.
Ci sono uomini i quali, in ciascun giorno, si pentono di ciò che fecero il giorno innanzi; e così consumano la vita: e sono i più inutili, se non i più dannosi, degli uomini.
Beato chi da giovane sognò tali sogni che possa, da vecchio, seguitare a sognarli.
Come tutti i vizi mettono radici profonde, se non sono estirpati sul nascere, così i sentimenti di tristezza e di infelicità, che dilaniano se stessi, finiscono per nutrirsi del loro amaro, e il dolore si fa una perversa voluttà di soffrire.
Tristezza che non viene da sola e non viene da ora.
Si dice che l'uomo è triste dopo l'amore, ma la donna può esserlo prima, durante e dopo.
Triste è giungere alla casa paterna quando la folgore s'è abbattuta sulla quercia maggiore.
Bisogna ridere della propria tristezza come ridono gli dèi.
Se sei triste e stai soffrendo, dentro, nessuno capisce, nessuno ti crede; tutti pensano che sia un posa, uno strano modo di mettersi in mostra.
Quando il guerriero non si sente felice davanti al tramonto, c'è qualcosa di sbagliato.
Niente giustifica la tristezza: soltanto il diavolo ha ragioni per essere triste.
Il lavoro è il miglior antidoto alla tristezza.
Beati quelli che sono nella tristezza: Dio li consolerà.