Triste l'uomo in cui più nulla rimanga del fanciullo.- Arturo Graf
Triste l'uomo in cui più nulla rimanga del fanciullo.
Non è veramente grande chi, veduto da vicino, appare men grande.
Nessuno più codardo di colui che per sottrarsi ai dolori onde suol essere accompagnata la vita né suoi gradi più alti, vorrebbe potere scendere a quei più bassi gradi della vita che, appunto perché più bassi, sono esenti da quei dolori.
A chi si lagnava delle spine, disse la rosa: Io ti pungo, sì, ma ti beo.
Chi non vale a governare sé, potrà violentare, non governare gli altri.
Quando il guerriero non si sente felice davanti al tramonto, c'è qualcosa di sbagliato.
Tristezza, stanchezza che penetra nell'anima.
Ci può essere qualcosa di più triste di una processione di quattro o cinque medici nella stanza di un ammalato?
Non c'è tristezza che, camminando, non si attenui e lentamente si sciolga.
Trovai l'ultimo bicchiere di vino mescolato a cenere di sigaro e tristezza.
Sorridi anche se il tuo sorriso è triste, perché più triste di un sorriso triste c'è la tristezza di non saper sorridere.
Che gioia, figlio mio. Ho sessantasei anni e questo grande viaggio della mia vita è arrivato alla fine. Sono al capolinea. Ma ci sono senza alcuna tristezza, anzi, quasi con un po' di divertimento.
Quando uno è triste non servono le classifiche, non c'è un tristometro, è inutile dire sto mediamente peggio di te o decisamente meglio di te, si diventa tutti ottusi ed egoisti e la propria tristezza diventa una grande campana in cui ci si chiude, per non ascoltare la tristezza degli altri.
Come tutti i vizi mettono radici profonde, se non sono estirpati sul nascere, così i sentimenti di tristezza e di infelicità, che dilaniano se stessi, finiscono per nutrirsi del loro amaro, e il dolore si fa una perversa voluttà di soffrire.
Incominciai a capire che i dolori, le delusioni e la malinconia non sono fatti per renderci scontenti e toglierci valore e dignità, ma per maturarci.