Ogni eroe finisce per annoiare.- Ralph Waldo Emerson
Ogni eroe finisce per annoiare.
Essere grande significa essere incompreso.
Dobbiamo giudicare un paese dalla maggioranza, o dalla minoranza? Dalla maggioranza, sicuramente.
La mente non crea ciò che percepisce più di quanto l'occhio non crei la rosa.
I grandi geni hanno le biografie più brevi.
L'amico è la persona davanti alla quale posso pensare ad alta voce.
L'unità di misura del teatro come rappresentazione è l'uomo, e quest'uomo deve poter essere riconosciuto da coloro che siedono nella platea come uno di loro, come un campione, nel bene e nel male, di ciò che essi sono, temono o sperano di essere; un eroe, insomma.
Uno non può fare l'eroe tutta la vita. Anzi, il più delle volte non può farlo per più di 10 minuti. Certo, in quei dieci minuti si vedono le cose diversamente.
Ecco la verità: il vero eroismo non riceve ovazioni, non intrattiene nessuno. Nessuno fa la fila per vederlo. Nessuno se ne interessa.
Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz'altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo.
Gli eroi quotidiani sono quelli che danno sempre il massimo nella vita.
Diventare un eroe è come vincere la professione più corta sulla terra.
I veri eroi sono quelli che ogni giorno si alzano dal letto e affrontano la vita anche se gli hanno rubato i sogni e il futuro. Quelli che alzano la saracinesca di un bar o di un'officina, che vanno in un ufficio, in una fabbrica. Che non lottano per la gloria o per la fama, ma per la sopravvivenza.
L'autentico eroismo è sicuramente sobrio, privo di drammi. Non è il bisogno di superare gli altri a qualunque costo, ma il bisogno di servire gli altri a qualunque costo.
L'adorazione dell'eroe è più forte dove c'è meno riguardo per la libertà umana.
Sorte miserabile quella dell'eroe che non muore, dell'eroe che sopravvive a se stesso.