Il nevrotico è un apprensivo pieno di risorse.- Roberto Gervaso
Il nevrotico è un apprensivo pieno di risorse.
A letto, meglio una donna che finge bene di una che fa sul serio male.
Una donna che piange è una sfida. Un uomo che piange è una resa.
Più che in Dio, l'italiano crede nei miracoli.
Ciò che più mi piace in una donna ancora non l'ho capito.
Pace: uno stato provvisorio che non lascia presagire niente di buono.
Tutte le cose più grandi che conosciamo ci sono venute dai nevrotici. Sono loro e solo loro che hanno fondato religioni e hanno creato magnifiche opere d'arte. Mai il mondo sarà conscio di quanto deve loro, e nemmeno di quanto essi abbiano sofferto per poter elargire i loro doni.
La nevrosi non rinnega la realtà e semplicemente di essa non vuole sapere nulla; la psicosi invece rinnega la realtà e cerca di rimpiazzarla.
La guarigione dalla nevrosi e dalla psicosi esige una diversa educazione del paziente, la correzione dei suoi difetti e il suo ritorno definitivo in seno alla società umana, senza riserve.
Ci si potrebbe arrischiare a considerare la nevrosi ossessiva come un equivalente patologico della formazione religiosa e a descrivere la nevrosi come una religiosità individuale e la religione come una nevrosi ossessiva universale.
Il nevrotico crede di poter star bene una volta guarito. In ciò consiste la sua nevrosi.
I nevrotici pensano al passato con risentimento, e al futuro con timore; il presente, semplicemente, non esiste.
I nevrotici si lamentano della loro malattia ma la sfruttano a volontà, e se la si vuole togliere loro la difendono con le unghie e con i denti.
Nevrotico: uno che può andare dal basso verso l'alto, e viceversa, senza mai toccare il mezzo.
L'accettazione della nevrosi universale risparmia il compito di formarsi una nevrosi personale.