Niente mi fa più ridere di chi vuol farmi ridere a qualunque costo.- Roberto Gervaso
Niente mi fa più ridere di chi vuol farmi ridere a qualunque costo.
La diffidenza più che sfiducia preconcetta è prudenza lungimirante.
A letto, meglio una donna che finge bene di una che fa sul serio male.
La fedeltà di certe donne pesa più dell'infedeltà di altre.
Il non nutrire dubbi sulla fedeltà della propria moglie è un incoraggiamento ai suoi adulteri.
Il radical-chic vuol un mondo migliore dove si troverebbe malissimo.
Risero alcuni di quel mutamento, ma egli li lasciava ridere e non vi badava; perché sapeva bene che molte cose buone, su questo mondo, cominciano sempre col muovere il riso in certa gente.
Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo.
Oggi mi esercito a ridere per una buona ora, per meritarmi la fama di scrittore gaio che hanno voluto darmi.
Il riso è sacro. Quando un bambino fa la prima risata è una festa. Mio padre, prima dell'arrivo del nazismo, aveva capito che buttava male; perché, spiegava, quando un popolo non sa più ridere diventa pericoloso.
Per il fatto che l'uomo è un animale capace di ridere, non si deve ridere sempre, proprio come il cavallo, che pur può nitrire, non nitrisce sempre.
A volte penso che: nel momento in cui uno ride, quello sia veramente un momento in cui si aprono le porte della percezione e l'Eternità entra in noi.
Ridere significa aver paura. L'uomo è «l'animale che ride» perché lui solo sa di dover morire.
L'uomo si vendica col riso di coloro dei quali non può fare a meno nei giorni del tremore, del dolore e del terrore.
Dobbiamo ridere prima di essere felici, per tema di morire senza avere riso.
Il riso castiga certi difetti pressappoco come la malattia castiga certi eccessi.