L'uomo forte soffre senza lagnarsi, l'uomo debole si lagna senza soffrire.- Ruggero Bonghi
L'uomo forte soffre senza lagnarsi, l'uomo debole si lagna senza soffrire.
Niente educa il carattere quanto l'abitudine costante di dire il vero.
La confessione delle nostre mancanze è un compito ingrato. Sa più di ostentazione che di sincerità e modestia. Sembra come se noi considerassimo le nostre debolezze altrettanto buone quanto le virtù degli altri.
Ciò che è beato e incorruttibile non ha problemi, né ne procura ad altri. Allo stesso modo non si fa prendere dall'odio né dalla passione; in colui che è debole, invece, si trovano tutte queste cose.
L'odio è un tonico, fa vivere, ispira vendetta; invece la pietà uccide, indebolisce ancora di più la nostra debolezza.
L'impotenza genera la paura. Distrugge le nostre reazioni, l'intelligenza, il buon senso, e apre la porta alla debolezza.
Non ci può essere vulnerabilità senza rischio; non ci può essere comunità senza vulnerabilità; non ci può essere pace, e infine neanche la vita senza la comunità.
Il progresso tecnico lascerà aperto un solo problema: la fragilità della natura umana.
Il razzismo approfitta delle faglie e delle brecce per infiltrarsi e stabilirsi nella mentalità e ciò può avvenire sia per difesa, sia per coprire una fragilità di ragionamento e di percezione.
Ogni bisogno reale e possibile è una debolezza che finirà col portare la mosca al vischio.
È più facile che i deboli rendano deboli i forti piuttosto che i forti rendano forti i deboli.
Se stai creando un personaggio e non lo rendi vulnerabile, ai lettori non piacerà, nemmeno se ha dei super-poteri.