Le promesse, le grandi promesse, sono l'anima della pubblicità.- Samuel Johnson
Le promesse, le grandi promesse, sono l'anima della pubblicità.
La lingua è la veste del pensiero.
Che le persone volgari esprimano i propri pensieri in modo chiaro è tutt'altro che vero. E la chiarezza che si può trovare in loro deriva non dalla loro padronanza della lingua, bensì dalla pochezza dei loro pensieri.
Non esiste uomo che non venga tiranneggiato a volte da idee astruse che lo inducano a sperare o temere oltre i limiti delle probabilità concrete.
Gli uomini sanno che le donne sono superiori a loro, e quindi scelgono le più deboli o le più ignoranti. Se non la pensassero così, non avrebbero mai paura delle donne che ne sanno tanto quanto loro.
Il patriottismo è l'ultimo rifugio di un briccone.
Noi promettiamo con le nostre speranze e manteniamo con le nostre delusioni.
Non promettere quello che non puoi mantenere.
Non vi è nulla di più disastroso per l'individualità che mantenere le promesse, a meno che non sia ancora più disastroso per essa il dire la verità.
Le promesse e la pastafrolla sono fatte per essere infrante.
In vita si promette ciò che non è in noi; in morte, ciò che speriamo nell'ultima illusione.
Oggi la promessa, così come gli oggetti, è meno eterna, tutto dev'essere consumato e non conservato, se una cosa non funziona la si butta e se ne prende un'altra. Quella del padre invece era una generazione in grado di riparare ciò che si guastava.
Promettere di non fare una cosa è il modo più sicuro perché a uno venga una voglia matta di farla.
Bisogna avere buona memoria per poter mantenere le promesse.
Cadrà una maledizione su quelli che hanno violato le loro promesse, venendo meno alla parola data e distrutto la dottrina delle Forze Armate.
Nel cerchio imperfetto del suo universo ottico la perfezione di quel moto oscillatorio formulava promesse che l'irripetibile unicità di ogni singola onda condannava a non essere mantenute.