Le promesse sono molto più divertenti delle spiegazioni.- Orson Welles
Le promesse sono molto più divertenti delle spiegazioni.
Gli impiegati stanno al sicuro, i creativi su qualche ciglio di burrone che è proprio il posto loro, naturalmente.
L'Italia conta oltre cinquanta milioni di attori. I peggiori stanno sul palcoscenico.
Il teatro resiste come un divino anacronismo; come l'opera lirica e il balletto classico. Un'arte che è rappresentazione più che creazione, una fonte di gioia e di meraviglia, ma non una cosa del presente.
Tre sono le cose insopportabili: il caffè bollente, lo champagne tiepido e le donne fredde.
Non vi è nulla di più disastroso per l'individualità che mantenere le promesse, a meno che non sia ancora più disastroso per essa il dire la verità.
Le promesse, le grandi promesse, sono l'anima della pubblicità.
Nel cerchio imperfetto del suo universo ottico la perfezione di quel moto oscillatorio formulava promesse che l'irripetibile unicità di ogni singola onda condannava a non essere mantenute.
Oggi la promessa, così come gli oggetti, è meno eterna, tutto dev'essere consumato e non conservato, se una cosa non funziona la si butta e se ne prende un'altra. Quella del padre invece era una generazione in grado di riparare ciò che si guastava.
Non promettere quello che non puoi mantenere.
Cadrà una maledizione su quelli che hanno violato le loro promesse, venendo meno alla parola data e distrutto la dottrina delle Forze Armate.
In vita si promette ciò che non è in noi; in morte, ciò che speriamo nell'ultima illusione.
Alcune persone fanno promesse per il piacere di romperle.
Le promesse e la pastafrolla sono fatte per essere infrante.