Da ciascuno secondo le sue facoltà, a ciascuno secondo i suoi bisogni.- San Tommaso Moro
Da ciascuno secondo le sue facoltà, a ciascuno secondo i suoi bisogni.
Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l'intelligenza di saperle distinguere.
Datemi, o Signore, il senso del ridicolo. Concedetemi la grazia di comprendere uno scherzo, affinché conosca nella vita un po' di gioia e possa farne parte anche ad altri.
Rimango fedele servitore del re, ma prima di Dio.
Così facilmente s'acquisterebbe il vivere, se il desio di accumulare denari non impoverisse gli altri.
Girava dappertutto chiedendo elemosine con un piattino di rame. Gli davano molto, ma lui voleva di più, perché il tempio doveva avere una campana i cui rintocchi riportassero a galla gli annegati. Supplicò tanto, che perse la voce. Le sue ossa cominciarono a riempirsi di rumori.
E mentre anche se costretto a chiedere la carità un uomo può essere e rimanere libero, nessuno mai può essere libero se costretto ad essere simile agli altri.
Date, ricchi! L'elemosina è sorella della preghiera.
Sudi la tua elemosina nelle tue mani fintantoché saprai a chi dai.
La elemosina anziché sollevare dalle necessità gli accattoni li mantiene nel vizio.
Diffido dell'elemosina che non costa e che non duole.
Il napoletano non chiede l'elemosina, ve la suggerisce.
La migliore elemosina è quella che quando la mano destra dà, la sinistra non lo sa.
L'elemosina incoraggia l'assuefazione invece che l'autostima e la capacità di cavarsela da soli.