Il modo migliore di pensare ai morti è pensare ai vivi.- Sandro Pertini
Il modo migliore di pensare ai morti è pensare ai vivi.
Si svuotino gli arsenali, si colmino i granai.
Un uomo è un uomo quando vince il dolore e non tradisce la propria idea.
Cultura significa anzitutto creare una coscienza civile, fare in modo che chi studia sia consapevole della dignità. L'uomo di cultura deve reagire a tutto ciò che è offesa alla sua dignità, alla sua coscienza. Altrimenti la cultura non serve a nulla.
Non può esserci libertà senza giustizia sociale e non può esserci giustizia sociale senza libertà.
Questa democrazia l'abbiamo conquistata col sangue e la galera. Non possiamo correre il rischio di perdere la libertà per colpa di chi la usa per rubare.
Ero morto da milioni di anni prima di nascere e questo fatto non mi ha mai minimamente infastidito.
Viviamo forse noi uomini per abolire la morte? No, viviamo per temerla e poi amarla e appunto per amor suo questo nostro po' di vita arde talvolta di luce così bella per qualche istante.
È necessaria l'infelicità per capire la gioia, il dubbio per capire la verità... la morte per comprendere la vita. Perciò affronta e abbraccia la tristezza quando viene.
Non disprezzare la morte ma accoglila di buon grado perché anch'essa è un ente tra quelli che natura vuole.
L'idea che si morirà è più crudele del morire, ma meno dell'idea che un altro sia morto.
In qualunque luogo ci sorprenda la morte in battaglia, che sia la benvenuta.
La prima e più saliente contrapposizione è tra uomini e donne; la seconda, fra i vivi e i morti; la terza, fra amici e nemici.
La morte è come un pescatore che pigli il pesce nella rete e per un po' lo lascia in acqua; il pesce nuota ancora, ma ha tutt'intorno la rete, e il pescatore lo tirerà su, quando gli sembrerà opportuno.
Solo da morti, scrittore e asino, trovano la loro glorificazione.
Morire non è nulla; non vivere è spaventoso.