I mali che fuggi sono in te.- Lucio Anneo Seneca
I mali che fuggi sono in te.
Quanto è insensato l'oratore che si allontana felice per gli applausi di un pubblico ignorante!
Ho vissuto abbastanza; ora, sazio, aspetto la morte.
Non è un'arte quella che arriva allo scopo per caso.
Vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata.
Attraverso le asperità alle stelle.
Non viene dall'esterno il nostro male: è dentro di noi, sta nelle stesse nostre viscere e, perciò, difficilmente possiamo guarire: ignoriamo di essere malati.
Siccome Dio poteva creare una libertà che non consentisse il male ne viene che il male l'ha voluto lui. Ma il male lo offende. È quindi un banale caso di masochismo.
La pia finzione secondo la quale il male non esiste lo rende soltanto vago, enorme e minaccioso.
Se qualcosa può andar male, lo farà.
C'è chi non ha mai fatto male solo perché non ne ha avuta l'occasione.
Sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perché ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina.
Una mela fradicia guasta tutte le altre.
Ti stupisci che fuggire non ti serva? I mali che fuggi sono in te.
Il bene è positivo. Il male è puramente privativo, non assoluto: è come il freddo, che è la privazione del caldo. Tutto il male non è che morte o non-entità. La benevolenza è assoluta e reale.
Il male è l'illimitato, ma non è l'infinito.