Le ricchezze sono al servizio del saggio, allo sciocco comandano.- Lucio Anneo Seneca
Le ricchezze sono al servizio del saggio, allo sciocco comandano.
Nessuno può elargire benefici con tanta avvedutezza da non ingannarsi di frequente: cadano pure nel vuoto, purché qualche volta non vadano perduti.
Nulla in natura è tanto sacro da non trovare un sacrilego, ma non per questo gli esseri divini sono meno in alto.
Colui al quale è troppo caro il proprio corpo, tiene in poco conto la virtù.
Ciò che danneggia deve essere più forte di ciò che viene danneggiato; ma la malvagità non è più forte della virtù; il saggio, dunque, non può essere danneggiato.
Se uno non vuole morire, non vuole vivere: la vita ci è stata data con la condizione della morte; noi avanziamo verso di essa.
Sa perché dicono che sono avaro? Perché i soldi non li sbatto in faccia alla gente, come fanno certi miei colleghi.
Forse, ai felici e ai ricchi non è lecito sperare di entrare nel Regno dei Cieli; forse, solo quando sono caduti nel terrore e nella disperazione, gli uomini sono in grado di apprezzare il Regno promesso da Dio.
Una monetina può nascondere la stella più grande, se la tieni abbastanza vicina all'occhio.
La ricchezza è di molti, la saggezza di pochi.
Le ricchezze spropositate sono come un timone smisurato fuor del normale, che fa affondare meglio che servir a dirigere, perché sono inutilmente abbondanti e dannosamente eccessive.
Durante la prossima canzone, voi seduti nei posti più economici battete le mani, per gli altri è sufficiente far tintinnare i gioielli.
Colui che ha una grande ricchezza in sé stesso è come una stanza pronta per la festa di Natale, luminosa, calda e gaia in mezzo alla neve e al ghiaccio della notte di dicembre.
La ricchezza pesa, la povertà schiaccia.
Il ricco e il povero sono fratelli, e il fratello ricco si chiama Caino.
Il segreto della ricchezza, mezzeseghe, è uguale al segreto della comicità: i tempi!