Bisogna porre al centro dell'annuncio cristiano il supremo mistero del suo fallimento.- Sergio Quinzio
Bisogna porre al centro dell'annuncio cristiano il supremo mistero del suo fallimento.
Le cose lontane che non si possono neppure sognare si dimenticano.
Come le molte e complicate leggi in politica, così i molti e complicati libri sono segni indiscutibili di decadenza.
L'odio sembra capace più dell'amore di serbare memoria.
Mettere la consolazione al posto del dolore è opera più grande della creazione che ha messo l'essere al posto del nulla.
In tutte le esistenze si nota una data alla quale il destino si biforca: o verso la catastrofe o verso il successo.
Molta gente ha raggiunto il proprio successo più grande un passo oltre quello che sembrava il loro più grande fallimento.
L'attitudine, il buonumore e l'azione (persistenza) scacceranno le paure e il rigetto. La paura di fallire non esiste se sei convinto che non esista.
Ci sono state solo due rivoluzioni mondiali. Una nel 1848. La seconda nel 1968. Entrambe hanno fallito. Entrambe hanno trasformato il mondo.
Annusiamo il fallimento dei nostri simili e tendiamo a far branco per anestetizzarci.
Si parla tanto del fallimento del socialismo, ma che successo ha avuto il capitalismo in Africa, Asia e America Latina?
La paura dei fallimento o del successo è unica è sempre uguale. Entrambi sono la paura di esporre. Non la nostra forza, ma la nostra debolezza.
Mi sono spiato illudermi e fallire abortire i figli come i sogni mi sono guardato piangere in uno specchio di neve mi sono visto che ridevo mi sono visto di spalle che partivo.
Non conosco la chiave per il successo, ma posso dire che quella per il fallimento è tentare di piacere a molti.
Tutte le società, senza eccezione, sono destinate a fallire se non sono tenute insieme da una forza indipendente da economia e da politica, e questa forza è di natura culturale.