Chi la fortuna ha reso amico, un colpo di sfortuna rende nemico.- Severino Boezio
Chi la fortuna ha reso amico, un colpo di sfortuna rende nemico.
Penso dunque che agli uomini giovi la sorte avversa più di quella prospera: questa, infatti, mostrandosi lusinghiera, inganna sempre con la parvenza della felicità, l'altra è sempre veritiera, mostrando la sua instabilità e la sua mutevolezza.
Or vedi che la mente che frugavaE rendeva manifesti tutti i segretiDella Natura giace prostrata,Prigioniera della notte.
Ebbene, ritengo che agli uomini giovi più l'avversa che la prospera fortuna; questa infatti inganna sempre con l'apparenza della felicità, quando sembra propizia, mentre quella è sempre veritiera, quando con il continuo mutare si dimostra instabile. Questa inganna, quella istruisce [...].
In ogni avversità della fortuna, la più tremenda delle sventure è l'essere stato felice.
Presto invecchiano gli uomini nelle disavventure.
La sfortuna è un marciapiede per il genio, una piscina per il cristiano, un tesoro per l'uomo capace, un abisso per i deboli.
Gli amici che nella sfortuna non si dimostrano tali sono amici solo di nome, e non di fatto.
Se nevica, non tutti sono fuori a bagnarsi.
La sfiga è come l'idraulico. Sembra non arrivare ma prima o poi suona alla porta.
Di tutte le sventure, il peggior fato è quello di essere stati felici.
In ogni avversità della sorte la condizione che genera più infelicità è l'essere stati felici.
Sollievo è pur nelle sventure estreme gemer,lagnarsi e compatirsi insieme.
Incolperà l'uom dunque sempre gli dei?Quando a se stesso i mali fabbrica,dei suoi mali a noi dà caricoe la stoltezza sua chiama destino.
Per raggiungere la serenità interiore, è bene non trascurare quel che c'è di favorevole e di buono negli avvenimenti che ci capitano contro la nostra volontà, oscurando e bilanciando il peggio con il meglio.