La religione è un'illusione, e deriva la sua forza dal fatto che corrisponde ai nostri desideri istintuali.- Sigmund Freud
La religione è un'illusione, e deriva la sua forza dal fatto che corrisponde ai nostri desideri istintuali.
L'amplissima disseminazione delle perversioni ci obbliga a supporre che la disposizione alle perversioni non è poi tanto rara, ma deve far parte di ciò che va sotto il nome di costituzione normale.
L'effetto di un motto di spirito nasce dalla confusione seguita dall'illuminazione.
Colui che soffre di coazioni e proibizioni si comporta come se soggiacesse a una coscienza di colpa di cui tuttavia non sa nulla, a una coscienza di colpa, dunque, che dobbiamo definire inconscia, nonostante l'apparente contraddizione di termini.
Ogni eccesso reca in sé il germe della propria auto-soppressione.
Meglio affidarsi all'istinto, come mi hanno insegnato Balzac e Tolstoj e come mi ha ripetuto Freud: il sesso non è tra le gambe, ma nel cervello, il giudizio morale non esiste, siamo tutti buoni e cattivi, casti e perversi.
Diffidate dei primi impulsi: sono quasi sempre buoni.
L'istinto detta il dovere e l'intelligenza fornisce i pretesti per eluderlo.
In un gran numero di specie l'aggressione è dissimulata nel rituale della minaccia, del misurare le forze. Non è la pulsione a uccidere un'altra persona, ma a forzarla alla sottomissione. È connessa allo status e al territorio, non all'uccisione; non c'è in ciò un istinto distruttivo.
Non mangiare carne è una decisione, mentre mangiarla è istintivo.
C'è un godimento vivo in una vita semplicemente animale.
La creatività viene dalla fiducia. Abbi fiducia nei tuoi istinti. E non sperare mai da altro che non il tuo lavoro.
Fu amore come lo concepivano gli antichi: un impulso irresistibile e fatale.
Ogni impulso che cerchiamo di soffocare fermenta nella nostra mente e ci avvelena.