Ogni eccesso reca in sé il germe della propria auto-soppressione.- Sigmund Freud
Ogni eccesso reca in sé il germe della propria auto-soppressione.
L'esperienza del sogno si presenta come un fatto estraneo, inserito fra due periodi di vita che sono perfettamente contigui e si prolungano l'uno nell'altro.
Ricordiamo il vecchio adagio: si vis pacem, para bellum: se vuoi conservare la pace preparati alla guerra. Sarebbe ora di modificare questo adagio e di dire: si vis vitam, para mortem: se vuoi poter sopportare la vita, disponiti ad accettare la morte.
Se si cerca di inserire la religione nel percorso evolutivo dell'umanità, essa non appare come una conquista permanente, ma piuttosto un corrispettivo della nevrosi attraverso cui ogni individuo civilizzato deve passare nel suo itinerario dall'infanzia alla maturità.
Per il solo fatto d'esser parte di una massa, l'uomo discende molti gradini nella scala della civilizzazione. Preso da solo, era forse un uomo civile; nella massa, è un istintivo, perciò un barbaro.
Sempre, quando esiste la prospettiva di ricevere uno schiaffo, il vero masochista porge la guancia.
Niente ottiene successo come l'eccesso.
Il saggio per eccesso di saggezza diventa un folle.
La via di mezzo è sempre la migliore: ogni eccesso conduce alla rovina.
Due eccessi: escludere la ragione, non ammettere che la ragione.
La strada dell'eccesso conduce al palazzo della saggezza.
Non è il mangiare o il bere che devono essere biasimati, ma il loro eccesso.
La vittoria della vanità non è la modestia, tanto meno l'umiltà, è piuttosto il suo eccesso.
Bisogna spegnere l'eccesso più dell'incendio.
L'uomo prudente va coi piedi di piombo e preferisce peccare per difetto che per eccesso.