Non ho scelto io la politica, mi è stata imposta dalla storia.- Silvio Berlusconi
Non ho scelto io la politica, mi è stata imposta dalla storia.
Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta.
La sinistra sta sempre dalla parte sbagliata. È stata contro Hitler, ma non contro Stalin. Certo, non sono così cieco da non saper distinguere Stalin da Fassino... Fassino poi è così magro e non ha i baffi.
Quasi non credo ai miei occhi, siete uno splendido fiume che scorre nella direzione della libertà, quasi mi viene da dire alla sinistra: attenzione, se no questo fiume lo facciamo scorrere sino a Roma, sempre che ce lo permetta il ministro dell'Interno qui presente.
Mi è stato insegnato a non andare a dormire se c'è anche un solo documento di cui occuparsi sulla scrivania. Ogni sera mi chiedo se ho fatto tutto quello che dovevo fare.
La relazione tra la mia esperienza di imprenditore e quella di politico risiede in un'unica parola: libertà.
La carica di Presidente si è così imbastardita: mezzo regno e mezza democrazia, che nessuno sa se genuflettersi o sputare.
Più stanno a sinistra, più abitano in centro.
Conoscere i ragazzi dei poveri e amare la politica è tutt'uno.
Le politiche sono molte, i princìpi sono pochi, le politiche cambiano, i princìpi mai.
Negli uomini pubblici l'amicizia è o interessata o falsa, e sempre corta.
Le politiche universitarie sono viziose in virtù del fatto che le poste in gioco sono così piccole.
Merita solo disprezzo l'uomo politico che, per qualsiasi ragione, ha paura di fare ciò che ritiene meglio per lo Stato.
Ci muoviamo un po' alla volta in termini di centimetri, non di chilometri. La politica è questo.
Quando le donne si sono impegnate nelle battaglie le vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è politica d'inclusione, di rispetto delle diversità, di pace.
Il sesso e la politica sono molto simili. Non devi essere bravo a farli per poterteli godere.