L'innocenza è veneranda, ma quanto lo è pure il pentimento!- Silvio Pellico
L'innocenza è veneranda, ma quanto lo è pure il pentimento!
Una diffidenza moderata può esser savia: una diffidenza oltrespinta, non mai.
Perdonando un torto ricevuto, si può cangiare un nemico in amico.
Chi opera per sincera coscienza può errare, ma è puro innanzi a Dio.
La gratitudine è l'anima della religione, dell'amor filiale, dell'amore a quelli che ci amano, dell'amore alla società umana, dalla quale ci vengono tanta protezione e tante dolcezze.
Rassegnarmi a tutto l'orrore d'una lunga prigionia, rassegnarmi al patibolo, era nella mia forza. Ma rassegnarmi all'immenso dolore che ne avrebbero provato padre, madre, fratelli e sorelle, ah! questo era quello a cui la mia forza non bastava.
Il pentimento è il fermo proposito di non lasciare tracce la prossima volta.
Non mi pento di nulla nella mia vita, eccetto di quello che non ho fatto.
L'inizio del pentimento è l'inizio di una nuova vita.
Ciò che ci consola al giorno d'oggi non è il pentimento, ma il piacere. Il pentimento è completamente fuori moda.
Molti vedono la virtù più nel pentimento dei falli commessi che nel fatto di evitarli.
Se ho fatto una sola cosa buona nella mia vita, me ne pento dal profondo del mio cuore.
Tutti si pentono quando non serve più.
Pentimento. Un sentimento che di rado turba la gente, almeno finché le cose non cominciano ad andare male.
Ci si consola oggigiorno non con la penitenza, ma col divertimento. Il pentimento non è più di moda.