Tutti si pentono quando non serve più.- Claudio Magris
Tutti si pentono quando non serve più.
Forse l'idea che Dio abbia fatto l'uomo a sua immagine e somiglianza non è una bestemmia né una fanfaronata, perché accorgersi, come Cottolengo, che non esiste mostruosità ma solo indicibile sofferenza in credito d'amore, è una grandezza degna di un Dio.
Per essere liberi, per non lasciarsi sedurre dai maestri desiderosi di plagiare anime e plasmare seguaci, è necessario essere intellettualmente poligami e politeisti.
Tutte le ideologie servono a velare e a sopportare l'intollerabile tragicità della vita nuda, con la quale non è il caso di civettare e che è bene far finta di ignorare.
Ogni valore umano si basa sul superamento della sfera privata.
Una buona divulgazione invita ad approfondire l'originale.
Se ho fatto una sola cosa buona nella mia vita, me ne pento dal profondo del mio cuore.
Il pentimento è il fermo proposito di non lasciare tracce la prossima volta.
Ciò che ci consola al giorno d'oggi non è il pentimento, ma il piacere. Il pentimento è completamente fuori moda.
Quando le cose sono ormai successe è inutile pentirsi.
L'innocenza è veneranda, ma quanto lo è pure il pentimento!
Molti vedono la virtù più nel pentimento dei falli commessi che nel fatto di evitarli.
Pentimento. Un sentimento che di rado turba la gente, almeno finché le cose non cominciano ad andare male.
Non mi pento di nulla nella mia vita, eccetto di quello che non ho fatto.
Ci si consola oggigiorno non con la penitenza, ma col divertimento. Il pentimento non è più di moda.