L'uomo si reputa migliore, aborrendo gli altri.- Silvio Pellico
L'uomo si reputa migliore, aborrendo gli altri.
Perdonando un torto ricevuto, si può cangiare un nemico in amico.
Oh qual brama ha il prigioniero di veder creature della sua specie! La religione cristiana, che è sì ricca d'umanità, non ha dimenticato di annoverare fra le opere di misericordia il visitare i carcerati.
L'innocenza è veneranda, ma quanto lo è pure il pentimento!
Un giorno è presto passato, e quando la sera uno si mette a letto senza fame e senza acuti dolori, che importa se quel letto è piuttosto fra mura che si chiamino prigione, o fra mura che si chiamino casa o palazzo?
Bisogna tornare all'uomo, alla sua grandezza ed alla sua fatica; e col ritorno all'uomo si ritornerà anche a Cristo.
La domanda è: l'uomo, come lo conosciamo noi, è intelligente perché ha un grosso cervello o ha un grosso cervello perché ha dovuto essere intelligente?
Quanto più si accumulano le ricchezze, tanto più negli uomini cresce e si esaspera l'invidia.
L'uomo è quell'essere che è stato creato per essere uditore della parola e che si innalza alla sua propria dignità con la risposta ad essa.
Ogni uomo è figlio dell'educazione e della istruzione che riceve da fanciullo.
Bisogna fare della propria vita come si fa un'opera d'arte. Bisogna che la vita di un uomo d'intelletto sia opera di lui. La superiorità vera è tutta qui.
Forse l'esperienza giova a questo o a quell'uomo. All'umanità non giova niente.
L'uomo è come un albero e in ogni suo inverno levita la primavera che reca nuove foglie e nuovo vigore.
Gli uomini si amano, ma sentono il fraterno bisogno di sbranarsi ancora.
L'uomo è l'immagine dei suoi pensieri.