La disgrazia di non piangere è una delle più crudeli ne' sommi dolori.- Silvio Pellico
La disgrazia di non piangere è una delle più crudeli ne' sommi dolori.
Avviene in prigione come nel mondo. Quelli che pongono la lor saviezza nel fremere, nel lagnarsi, nel vilipendere, credono follia il compatire, l'amare, il consolarsi con belle fantasie che onorino l'umanità ed il suo Autore.
La coscienza dell'uomo non ha riposo se non nella verità. Chi mente, se anche non viene scoperto, ha la punizione in sé medesimo, egli sente che tradisce un dovere e che si degrada.
La somma solitudine può tornar vantaggiosa all'ammendamento d'alcune anime; ma credo che in generale lo sia assai più se non ispinta all'estremo, se mescolata di qualche contatto colla società.
Non volerti sforzare ad avere amici. È meglio non averne alcuno che doversi pentire d'averli scelti con precipitazione. Ma quando uno n'hai trovato, onoralo di elevata amicizia.
Chi opera per sincera coscienza può errare, ma è puro innanzi a Dio.
Un uomo che pianga bisogna trasformarlo subito, con uno schiaffo, in un furibondo.
Inutile piangere. Si nasce e si muore da soli.
Un giorno di pianto consuma più forze che un anno di lavoro.
C'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo.
Il pianto è il rifugio delle donne brutte, ma la rovina di quelle attraenti.
Non piangere per me che parto, ma pensa che se domani piove me ne sono andato a cercare il Sole.
Non bisogna aver paura di piangere. Non bisogna frenare le lacrime quando vogliono uscire. Un uomo deve saper piangere.
Il pianto offusca le proprie colpe e permette di accusare, senz'obbiezioni, il destino.
Un uomo che piange o è veramente grande o è irrimediabilmente piccolo.
Una donna che piange è una sfida. Un uomo che piange è una resa.