La disgrazia di non piangere è una delle più crudeli ne' sommi dolori.- Silvio Pellico
La disgrazia di non piangere è una delle più crudeli ne' sommi dolori.
Una diffidenza moderata può esser savia: una diffidenza oltrespinta, non mai.
Avviene in prigione come nel mondo. Quelli che pongono la lor saviezza nel fremere, nel lagnarsi, nel vilipendere, credono follia il compatire, l'amare, il consolarsi con belle fantasie che onorino l'umanità ed il suo Autore.
Il vero pregare non è borbottare molte parole alla guisa de' pagani, ma adorar Dio con semplicità, sì in parole, sì in azioni, e fare che le une e le altre sieno l'adempimento del suo santo volere.
Il vivere libero è assai più bello del vivere in carcere; chi ne dubita?
La gratitudine è l'anima della religione, dell'amor filiale, dell'amore a quelli che ci amano, dell'amore alla società umana, dalla quale ci vengono tanta protezione e tante dolcezze.
Un uomo che piange o è veramente grande o è irrimediabilmente piccolo.
Maggior pianto che piangere è veder piangere.
Non piangere per me che parto, ma pensa che se domani piove me ne sono andato a cercare il Sole.
Non piangere per chi non merita il tuo sorriso.
Un giorno di pianto consuma più forze che un anno di lavoro.
Il pianto è il rifugio delle donne brutte, ma la rovina di quelle attraenti.
C'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo.
Inutile piangere. Si nasce e si muore da soli.
Pare facile, conoscere perché si piange. Ma in realtà, chi volesse, potendo, esaminare il "seme del pianto", si perderebbe io temo, in un'analisi oscura e confusa, negata a ogni formula chimica.